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lunedì 2 marzo 2026

San Manuel González: Modello di fede eucaristica, testimone nel nostro oggi


1. Introduzione 

San Manuel González (1877–1940), vescovo di Málaga e poi di Palencia, è conosciuto come il Vescovo dei Tabernacoli abbandonati. Fu fondatore delle Missionarie Eucaristiche di Nazaret e promotore instancabile della centralità dell’Eucaristia nella vita della Chiesa.

La sua spiritualità nasce da un’esperienza concreta a Palomares del Río: entrando in una chiesa povera e trascurata, rimase profondamente colpito dal tabernacolo. "Sentì interiormente che Gesù era lì… ma solo, dimenticato, non amato".

Da quel momento la sua vita ebbe una sola direzione: far amare Gesù Eucaristia.

Domanda per la riflessione: Che posto occupa realmente l’Eucaristia nella mia vita?

2. “Gesù è lì”: la presenza reale come centro della vita 

Per San Manuel, l’Eucaristia non era una devozione tra le altre. Era il centro, la fonte e la meta di tutto: della parrocchia, della Diocesi, della Chiesa, del mondo.

Non parlava solo di adorazione, ma di relazione personale:
Gesù nel tabernacolo è:

  • Presenza viva
  • Amico fedele
  • Maestro silenzioso
  • Cuore che ama e soffre

La sua spiritualità è profondamente cristocentrica ed eucaristica. Non è sentimentalismo, ma fede teologica: la presenza reale trasforma il tempo, lo spazio, la vita.

Domande per la riflessione: Come sono le nostre chiese? Il tabernacolo è visibile, curato, amato? C’è spazio per l’adorazione silenziosa?

3. Riparare l’abbandono: spiritualità di consolazione 

Uno dei temi centrali in San Manuel è l’idea di “riparare” l’abbandono di Gesù nell’Eucaristia. Egli menzionava diversi modi di abbandonare il “tabernacolo accompagnato”; parlava di:

  • Tabernacoli abbandonati
  • Messe trascurate
  • Comunioni senza fervore

Ma la sua risposta non era critica, bensì: più amore, più presenza, più compagnia.

La riparazione in lui diventa:

  • Adorazione fedele
  • Offerta della propria vita
  • Educazione eucaristica del popolo
  • Cura liturgica

Per lui la vera riforma della Chiesa comincia dal tabernacolo.

Domanda per la riflessione: Sono una presenza che consola il Cuore di Cristo?

4. Eucaristia e missione: non chiudersi in sacrestia 

San Manuel non era un mistico isolato. Era un vescovo missionario.

La sua spiritualità eucaristica genera:

  • Catechesi
  • Educazione
  • Opere sociali
  • Formazione dei laici

Per lui, chi ama l’Eucaristia ama il popolo. L’adorazione non è fuga dal mondo, ma sorgente di carità pastorale. Fondò le Missionarie Eucaristiche di Nazaret per:

  • Custodire l’Eucaristia
  • Educare bambini e giovani
  • Vivere uno stile semplice e familiare

Nazaret è il modello: vita nascosta, silenzio, fedeltà quotidiana.

5. Spiritualità di Nazaret: semplicità e fedeltà 

Un altro elemento centrale è Nazaret.

Per San Manuel:

  • Gesù nascosto nel tabernacolo è come Gesù a Nazaret
  • Silenzioso
  • Umile
  • Quotidiano

La santità non è straordinaria, ma fedele. In questo senso ci fa scoprire che l’Eucaristia educa: all’umiltà, alla costanza, alla vita interiore.

La risposta di San Manuel è sorprendentemente attuale:

  • Tornare al silenzio
  • Tornare all’adorazione
  • Tornare al cuore

Non propone strategie complicate, ma una convinzione semplice: se Gesù Eucaristia è al centro, tutto si rinnova.

Conclusione meditativa

Possibile momento di silenzio davanti al Santissimo.

"Signore Gesù,
presente nel tabernacolo,
insegnaci a credere che Tu sei lì.
Donaci un cuore che Ti faccia compagnia.
Fa’ delle nostre parrocchie case vive,
dei nostri cuori tabernacoli ardenti,
della nostra vita una riparazione d’amore".


domenica 15 dicembre 2024

Amore per amore

 

Un lamento e una richiesta

Gesù parla della sua sete di essere amato, mostrandoci che il suo Cuore non è indifferente alla nostra reazione al suo desiderio: «Ho sete, una sete tanto ardente di essere amato dagli uomini nel Santissimo Sacramento che mi consuma. Eppure non trovo nessuno che, secondo il mio desiderio, tenti di dissetarmi corrispondendo al mio amore». La richiesta di Gesù è l’amore. Quando il cuore credente lo scopre, la risposta che scaturisce spontaneamente non è un’onerosa ricerca di sacrifici o il mero adempimento di un pesante dovere, ma è una questione d’amore: «Ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo Amore; mi sentii spinta dal desiderio di ricambiarlo e di rendergli amore per amore». Così insegna Leone XIII, scrivendo che, mediante l’immagine del Sacro Cuore, la carità di Cristo «ci spinge a ricambiare amore per amore». 

Prolungare il suo amore nei fratelli

Dobbiamo tornare alla Parola di Dio per riconoscere che la migliore risposta all’amore del suo Cuore è l’amore per i fratelli; non c’è gesto più grande che possiamo offrirgli per ricambiare amore per amore. La Parola di Dio lo dice con totale chiarezza: «Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40) [...]

(Papa Francesco, Dilexit nos, nn. 166-167)


martedì 7 novembre 2023

Preghiera per le Vocazioni sacerdotali e religiose (San Manuel González)

Manda operai alla tua messe, Signore
Signore Gesù, di fronte a tanti seminari e noviziati senza vocazioni e a tanti popoli senza sacerdoti e apostoli, col nostro cuore commosso dalla pena che fece prorompere, dal tuo, quell’angosciato lamento: la messe è molta, ma gli operai sono pochi, obbedienti al tuo comando di pregare per tale scopo, ti supplichiamo:

- Perché non manchi chi conduca a Te i fanciulli.

Manda operai alla tua messe, Signore.

- Perché i ciechi nell’anima vedano e i sordi ascoltino, i morti risuscitino e i poveri vengano evangelizzati. Manda…

- Perché quanti sono oppressi dal demonio ne siano liberati, i giusti aumentino in bontà e i santi si santifichino ancor più. Manda…

- Perché in ogni popolo ci sia sempre chi, indicando a tua Madre, dica ai suoi abitanti: ecco qui vostra Madre. Manda…

- Perché tutti coloro che soffrono vengano a Te e, riposandosi sul tuo petto, trovino la pace. Manda…

- Perché in ogni luogo si offra al tuo nome l’oblazione dell’Ostia pura, santa e immacolata. Manda…

- Perché ogni giorno si realizzi il tuo grande desiderio che i tuoi discepoli mangino la tua Pasqua e la casa del tuo banchetto sia sempre piena. Manda…

- Perché non rimanga un solo popolo senza Tabernacolo e senza il sacerdote che conduca ad esso i suoi abitanti. Manda…

- Perché il tuo nome sia santificato, venga il tuo regno eucaristico, e per tutti gli uomini della terra si compia la tua volontà, come per gli angeli in cielo. Manda…

- Signore, la messe è molta, ma gli operai sono pochi.

Mandaci santi sacerdoti e religiosi, secondo il tuo Cuore.

- Maria Immacolata, Madre e Regina delle anime consacrate.

Di’ a tuo Figlio, con la stessa efficacia delle nozze di Cana: I miei figli della terra non hanno sacerdoti e religiosi.

- Angeli custodi dei fanciulli e dei loro genitori, San Giuseppe, Patrono della Chiesa Universale.

Chiedete e lavorate per l’incremento delle Vocazioni sacerdotali e religiose.


domenica 3 gennaio 2021

Risvegliare in noi l’amore a Gesù Eucaristia

4 gennaio

Festa di San Manuel González, Apostolo dell’Eucaristia

Oggi, celebriamo la festa di San Manuel González, un santo della Chiesa universale che San Giovanni Paolo II ha proposto como «modello di fede eucaristica, il cui esempio continua a parlare alla Chiesa di oggi». È lui il santo che ha forgiato il neologismo «Eucaristizzare», che ha proprio il significato di «avvicinare tutti al Cuore di Cristo nell’Eucaristia, un cuore che palpita per essi, perché vivano la vita che da Lui scaturisce».

Manuel González García nacque a Siviglia il 25 febbraio 1877 e concluse i suoi giorni a Madrid il 4 gennaio 1940. Ora riposa sotto il Tabernacolo della Cattedrale di Palencia. Come sacerdote (ordinato nel 1901) esercitò il suo ministero a Siviglia e a Huelva. Fu Vescovo di Malaga (consacrato nel 1916) e Palencia. Fondò opere sociali in Huelva e costruì un nuovo seminario a Malaga. Nel 1931, a causa dell'incendio della sua residenza, lasciò Malaga e guidò la Diocesi da Gibilterra e Madrid.

Nel 1902, nella parrocchia di Palomares del Río, ricevette la grazia che avrebbe polarizzato tutta la sua vita. Egli stesso racconta:

«Andai direttamente al Tabernacolo. Lì la mia fede vedeva un Gesù silenzioso, tanto paziente,

che mi guardava, che mi diceva molto e mi chiedeva di più.

Uno sguardo nel quale si rifletteva tutta la tristezza del Vangelo: la tristezza di non avere riparo,

il tradimento, la negazione, l'abbandono di tutti».

A seguito di questa esperienza mistica, con lo scopo di dare e cercare una risposta di amore a Cristo Eucaristia, il 4 marzo 1910 a Huelva fondò il primo ramo della Famiglia Eucaristica Riparatrice (formata da laici, consacrati e sacerdoti) e il 3 maggio 1921 fondò a Málaga le Missionarie Eucaristiche di Nazaret. Fondò anche due riviste di azione eucaristica: "EI Granito de Arena" (per gli adulti) e "RIE" (per i bambini), e scrisse libri di preghiera, formazione sacerdotale e catechesi.

«La sua –scrive Nicola Gori nella biografia “Come un chicco di grano” – è stata una vita trascorsa al servizio di Dio e dei fratelli senza risparmiarsi, senza tentennamenti, incurante delle conseguenze e dei pericoli per la sua incolumità pur di annunciare il Vangelo. Lo ha fatto con una caratteristica particolare: risvegliare nei fedeli l’amore a Gesù Eucaristia, quel Cristo che vedeva abbandonato nei tabernacoli delle nostre chiese. E’ questa la sua intuizione carismatica fondamentale; radunare intorno a sé delle anime fedeli che vivessero per dare e cercare compagnia a Gesù nel Santissimo Sacramento, si ricordassero della sua presenza in mezzo a noi, contraccambiassero a tanto amore, lo annunciassero ai “vicini che non conoscono nemmeno le parole Eucaristia, Comunione, Santissimo Sacramento” e imparassero a riconoscerlo abbandonato nella vita di tanti fratelli bisognosi».

Nel giorno della sua festa, San Manuel González interceda per noi, perché lo Spirito Santo effonda in noi il desiderio ardente di eucaristizzare, perché tutta l’umanità accolga la Luce e la Vita che scaturisce dal Cuore Eucaristico di Gesù.

 

San Manuel González


 

domenica 14 giugno 2020

Corpus Domini 2020


Il Signore ci regala una nuova solennità del Corpus Domini,
e ci ricorda che Lui cammina sempre con noi.
Buona Domenica!

venerdì 1 maggio 2020

Inizia l'anno giubilare delle Missionarie Eucaristiche di Nazaret


In occasione del primo centenario della fondazione (3 maggio 1921, Málaga, Spagna), le Missionarie Eucaristiche di Nazaret, celebrano domenica 3 maggio 2020 l’apertura dell’anno giubilare in tutte le loro comunità sparse per il mondo: Spagna, Portogallo, Italia, Messico, Cuba, Venezuela, Ecuador, Perú e Argentina.

«Nate per eucaristizzare» è il motto scelto per vivere questo tempo di grazia, che ricalca l’espressione primitiva della missione, la quale costituisce l’origine di questo Istituto Religioso nella Chiesa. Il neologismo «Eucaristizzare», forgiato da san Manuel González, ha proprio il significato di «avvicinare tutti al Cuore di Cristo nell’Eucaristia, un cuore che palpita per essi, perché vivano la vita che da Lui scaturisce».

Consapevoli che l’attuale pandemia, impedisce ai fedeli di partecipare attivamente e con la loro presenza alle celebrazioni religiose, le comunità, lungi dal perdersi nello sconforto, rinvigoriscono il fervore che accompagna la loro missione trasformandosi in case dalle porte spiritualmente aperte, per accogliere tutti nell’abbraccio di Gesù Eucaristia.

Con l’inizio dell’anno giubilare ecco che risuonano le parole di San Giovanni Paolo II: «Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire» (VC 110), nella missione − affidata dal fondatore, San Manuel González, e condivisa con la grande Famiglia Eucaristica Riparatrice − di «eucaristizzare» il mondo perché «non vi sia Eucaristia senza uomini ne uomini senza Eucaristia».

giovedì 9 aprile 2020

Qual'è l'amore più grande?



Gesù stesso ha definito l'amore più grande fra gli uomini quello di colui che dà la vita per i propri amici. L'Eucaristia è un amore ancora più grande, infinitamente superiore al maggior amore che possa riscontrarsi fra gli uomini.
Eucaristia è dare la vita per gli amici e per i nemici, non una volta soltanto ma senza alcuna limitazione.
Gesù, Maestro mio, mi consenti di ampliare la definizione che ci dai dell'amore più grande?
Tu dicesti:"Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici... se non è colui che ha inventato l'Eucaristia per darla tutti i giorni e a tutte le ore per i suoi nemici fino alla fine dei secoli!".
Questo sì che è l'amore più grande che tocca la pazzia!
San Manuel González

mercoledì 28 agosto 2019

Il mio primo Tabernacolo abbandonato


A San Manuel González rimase impresso nell’anima lo sguardo di Gesù Cristo nel tabernacolo. Non lo poté mai dimenticare. In questo breve video, HM Televisione – con materiale registrato da Siervos HM Films – coglie quello che palpitava nel cuore di questo santo e l’esperienza che lo fece diventare il «Vescovo dei Tabernacoli abbandonati». In effetti, Don Manuel dedicò la sua vita a prendersi cura delle necessità di Gesù Cristo nella «Sua vita di Tabernacolo» e a fare tutto il possibile per difenderLo dall’abbandono.

lunedì 5 febbraio 2018

La preghiera!

   La preghiera! La chiave d’oro che spalanca il Cuore di Gesù! La luce divina che dissipa tutte le tenebre e illumina tutti i misteri! Il balsamo che guarisce le ferite dell’anima, risana i corpi e profuma la vita! Il segreto della pace e della gioia fra le pene più acerbe, la ricetta della più alta santità!
   Pregare! C’è qualcosa di più gustoso, consolatore, riparatore ed efficace dell’azione significata da questo verbo? Si rendono conto i cristiani e perfino le persone pie del valore attivo di questo verbo? Quando si persuaderanno che i verbi predicare, dare, insegnare, sacrificarsi, andare, attrarre, perseverare, redimere, non hanno maggior virtù attiva di quella che loro dona la propria azione di pregare?
   Pregare è parlare a Dio con il cuore e, pertanto, è cosa sommamente facile e alla portata di tutti, dotti e ignoranti, grandi e piccoli, buoni e cattivi, poiché tutti hanno bocca e cuore.
   Orazione è la fede e la confidenza che pongono in comunicazione e in stato di guarigione la grande miseria umana con la grande misericordia divina.
   In questo consiste tutta l’orazione: la miseria in ginocchio, con le mani elevate e la bocca aperta, innanzi alla misericordia onnipotente del Cuore di Dio.
   Questo è, nella sua essenza, l’orazione del santo più contemplativo come del cristiano più volgare e interessato.
San Manuel González


giovedì 1 febbraio 2018

L’abbandono del Tabernacolo!

   Dio mio, come ti ringrazio che fra tutte le impressioni della mia vita di sacerdote e di parroco, la dominante, la quasi esclusiva, abbia voluto che sia quella prodotta dall’abbandono del Tabernacolo!
   Come devo ringraziarti, Cuore del mio Gesù, per avermi chiamato a vedere, a sentire e predicare il Tabernacolo abbandonato!
   Grazia tua è stata, Signore, e molto grande, quella di avermi come confitto i miei occhi, la mia bocca, la mia mano, la mia penna e la mia anima in questo abbandono, a piangere il quale non ci sono sufficienti lacrime nel mondo.

San Manuel González

Ti ringrazio, o mio Signore!

sabato 24 dicembre 2016

Il Cuore di Gesù sta rivivendo il suo Natale

"Vi annunzio una grande gioia... 
è nato un Salvatore" (Lc 2,10-11)

   Ogni volta che passo accanto a un tabernacolo, gli angeli tutt'intorno adoranti potrebbero cantarmi, come a Natale: "Rallegratevi! Vi è nato il Salvatore!" 
   In realtà, per noi cristiani che abbiamo la fortuna di frequentare spesso il tabernacolo eucaristico, è sempre Natale...
   È così eloquente e, diciamo, travolgente il messaggio di generosità che si diffonde ormai da venti secoli dalla culla di Betlemme, che persino i più lontani e i più duri d'orecchio ne avvertono ilfascino. Gesù è il grande Dono.
   Parliamo dunque dei doni... Di chi e per chi? Di chiunque abbia qualcosa da dare, qualunque cosa sia, e a chiunque abbia bisogno, sia che sia. E siccome ognuno di noi può sempre dare qualcosa, per quanto poveri e indigenti si possa essere, e siccome tutti -chi più, chi meno- abbiamo qualche necessità, tutti siamo in condizioni di dare e di ricevere un dono. In altri termini: cosa posso donare, che sia utile al mio prossimo?
   La prima necessità che salta agli occhi è che tu, Gesù sacramentato, hai bisogno di adoratori... Percorro la strada e vedo poveri, ragazzi sbandati... Giunto ormai a casa, vedo il parente meno considerato, l'ammalato, la persona carica di anni... Nelle mie faccende personali scopro ritardi, trovo disguidi dovuti a incostanza, a trascuratezza... Nel mio stesso apostolato scopro un impegno irregolare; devo riconoscere che sono freddo nel dare il buon esempio... Quante necessità attorno a me e quante richieste non tanto di denaro piuttosto di un po' d'affetto, di un po' d'interessamento, di attenzione, di ordine, di mortificazione, in una parola, di generosità!
   Quanti e quali stupendi doni saremmo in grado di offrire! Ma anche di ricevere! Giacché il divin Bambino di Betlemme si affretterà a compiere anche in noi il suo: "Date, e vi sarà dato" (Lc 6,38) con gli interessi e in misura sovrabbondante.
   Per tutte le anime eucaristiche io ne chiederò di ogni genere: doni per i piedi, per le mani, per gli occhi, per la mente e il cuore di ognuna.
   Per i piedi... voglio chiedere forza e agilità per camminare solo per le vie della modestia, della carità che non attende ricompense terrene e della laboriosità operosa.
   Per le mani, voglio chiedere prontezza nell'aprirle per sfogliare il Vangelo e il catechismo, per fare elemosina e compiere opere buone.
   Per gli occhi, che vedano ciò che devono vedere ed ogni altro avvenimento, attraverso l'Ostia consacrata.
   Per la mente, che si convincano di questa sola cosa: che l'amico Gesù se ne sta sempre solo nel tabernacolo e ciò non deve accadere.
   Per il cuore delle anime eucaristiche, infine, chiedo che lo conservino limpido, mite e pieno di ardore verso Gesù sacramentato.


   Madre Immacolata, che nella Notte Santa ci regali il tuo Gesù, insegnaci a riceverlo, a trattarlo, a custodirlo e, soprattutto, ad accorgerci della sua presenza.

San Manuel González  

mercoledì 16 novembre 2016

Perché nasce l'UNER?

Unione Eucaristica Riparatrice
   I carismi sono doni di grazia che il Signore concede a determinate persone perché con la sua vita rispondano ad una necessità esistente nella Chiesa e nel mondo. È una chiamata che la persona non può tenere per sé, è per il bene comune e lo deve manifestare. Tra queste si trova il nostro fondatore, San Manuel González. La intensa vita della sua famiglia e l'esempio di pii sacerdoti lo condussero a scoprire la sua vocazione. Il 21 settembre 1901, ricevette l'ordinazione sacerdotale. Nel 1902 fu inviato a dare una missione a Palomares del Río (Siviglia-Spagna), dove Dio lo segnò con una grazia che avrebbe condizionato tutta la sua vita sacerdotale. Egli stesso ci descrive tale sua esperienza. Dopo aver ascoltato le avvilenti prospettive della sua missione presentategli dal sacrestano, egli dice:

"Mi recai direttamente davanti al Tabernacolo... e, che Tabernacolo, Dio mio! Che sforzi dovettero fare colà la mia fede e il mio coraggio per non tornarmene di corsa a casa mia. Ma, non fuggii. Là, in ginocchio… la mia fede vedeva un Gesù così taciturno, così paziente, così buono, che mi guardava… che mi diceva tante cose e me ne chiedeva di più; uno sguardo, il suo, nel quale si rifletteva tutta la tristezza che emerge dal Vangelo… Lo sguardo di Gesù in questi Tabernacoli è uno sguardo che si fissa nell’anima come un chiodo e non si dimentica mai più. Esso divenne per me come il punto di partenza per vedere, capire e prevedere tutto il mio ministero sacerdotale." 

   Questa grazia andrà poi maturando nel suo cuore. Nel 1905 viene destinato a Huelva (Spagna). Si trovò di fronte ad una situazione di notevole indifferenza religiosa, però il suo amore e le sue capacità seppero aprire vie per ravvivare pazientemente la vita cristiana. Come parroco della parrocchia di San Pietro e arciprete di Huelva, si preoccupò anche della situazione delle famiglie bisognose e dei bambini per i quali aprì scuole. Il 4 marzo 1910, davanti ad un gruppo di donne, fedeli collaboratrici della sua attività apostolica, espose con forza il grande desiderio del suo cuore. Ce lo narra lui stesso così:

"Permettete a me, che invoco molte volte la sollecitudine della vostra carità a favore dei bambini poveri e di tutti i poveri abbandonati, di invocare oggi la vostra attenzione e la vostra cooperazione in favore del più abbandonato di tutti i poveri: Il Santissimo Sacramento... Vi chiedo una elemosina di affetto per Gesù Sacramentato… per amore di Maria Immacolata e per amore di questo Cuore così mal corrisposto, vi chiedo che diventiate le Marie di questi tabernacoli abbandonati".

   Così, con la semplicità del Vangelo, nacque la "Opera dei Tabernacoli-Calvari", opera per dare una risposta di amore riparatore all'amore di Cristo nell'Eucaristia, a esempio di Maria Immacolata, dell'apostolo San Giovanni e delle Marie che rimasero fedeli vicino a Gesù nel Calvario. Oggi l'Opera è conosciuta anche come Unione Eucaristica Riparatrice.
 
"Io ho detto anni fa che l'Opera delle Marie e dei Discepoli di S. Giovanni non è una associazione in più o una confraternita o un movimento in più, ma è una vocazione, e come tale imprime un modo di essere per chi l'abbraccia e deve condizionare tutta la vita" 
(Lettera di una Maria, scritta nel 1935).

lunedì 14 novembre 2016

Per i miei passi

   "Di me so dire che considero uno dei maggiori benefici che il Cuore di Gesù mi abbia fatto nella mia vita, e me ne ha fatti tanti e tanti grandi!, l'avermi richiamato l'attenzione su questo male dell'abbandono del tabernacolo e fattomelo conoscere tanto bene in sé e nelle sue conseguenze che già molto tempo fa consacrai tutto il mio sacerdozio, come ora il mio episcopato, a lavorare, gridare e protestare in tutti i modi possibili contro questo perniciosissimo male, principio e motivo di tutti gli altri mali sociali, domestici e individuali..."


   "Non voglio predicare alle genti, né catechizzare i bambini, né consolare i tristi, né soccorrere i poveri, né visitare i popoli, né atrarre cuori, né perdonare peccati contro Dio o ingiurie contro di me, piuttosto per togliere al Cuore di Gesù Sacramentato il grande dolore del suo abbandono e per portargli il dolce regalo della compagnia delle anime. Io non voglio essere il vescovo della sapienza, né della attività, né dei poveri, né dei ricchi, io non voglio essere più che il vescovo del tabernacolo abbandonato. 
   Per i miei passi non voglio più che un cammino, quello che porta al tabernacolo, e so che andando per questo cammino incontrerò affamati di molte classi, e li sazierò di ogni pane, scoprirò bambini poveri e poveri bambini e mi avanzeranno il denaro e le risorse per aprire scuole e rifugi per rimediare alla loro povertà, mi incontrerò con tristi senza consolazione, con ciechi, con sordi, con invalidi e perfino con morti dell'anima o del corpo, e farò discendere su di loro la gioia della vita e della salute. Io non voglio, io non bramo altra occupazione per la mia vita di vescovo che quella di aprire molte scorciatoie a questo cammino del tabernacolo. Scorciatoie tra questo cammino e i laboratori e le fabbriche degli operai, e le scuole dei bambini, e gli uffici degli uomini d'affari, e i musei e centri dei dotti, e i palazzi dei ricchi e i tuguri dei poveri..." 

San Manuel González

venerdì 4 novembre 2016

Qui c'è Gesù! Qui c'è!

Tomba di San Manuel
(Cappella del Santissimo Sacramento,
Cattedrale di Palencia)


«Chiedo di essere inumato accanto a un tabernacolo,
perché le mie ossa, dopo la morte, 
come la mia lingua e la mia penna in vita, 
dicano sempre a chi passa: 
Qui c'è Gesù! Qui c'è! Non abbandonatelo!
Madre Immacolata, san Giovanni, sante Marie, portate la mia anima alla compagnia eterna del Cuore di Gesù in cielo»

San Manuel González

(Epitaffio scritto da lui stesso)



lunedì 31 ottobre 2016

Madre, che non ci stanchiamo!

Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Madre nostra! Una supplica: Che non ci stanchiamo!
Sì, sebbene lo scoraggiamento per il poco frutto o per l'ingratitudine ci assalga e la debolezza ci ramollisca; sebbene il furore del nemico ci persegua e ci calunni; sebenne ci manchino il denaro e gli aiuti umani; sebbene le nostre opere cadano e dobbiamo incominciare di nuovo... Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Fermi, decisi, animati, sempre sorridenti, con gli occhi fissi nel prossimo e nelle sue necessità, per socorrerli, e con gli occhi dell'anima fissi nel Cuore di Gesù che sta nel tabernacolo, occupiamo il nostro posto, quello che Dio ha indicato a ciascuno di noi.
Mai volgere la faccia indietro!
Mai incrociare le braccia!
Mai sterili lamenti!
Mentre ci rimane una goccia di sangue da versare, alcune monete da distribuire, un poco di energia da spendere, una parola da dire, un respiro del nostro cuore, un poco di forza nelle nostre mani e nei nostri piedi, che possano servire per dar gloria a Lui e a Te e per fare un poco di bene ai nostri fratelli...
Madre mia, per l'ultima volta! Morire prima di stancarci!
San Manuel González

martedì 4 ottobre 2016

Dalle lettere di Don Manuel González

    "Una grande consolazione ha sperimentato il mio cuore nel vedere come ha voluto il Cuore di Gesù che l'Opera, modestamente iniziata nel Tabernacolo della mia parrocchia di San Pietro a Huelva (Spagna), si potesse diffondere nella capitale dell'urbe cattolico, nella santa e cara Roma, così vicina al Vicario di Cristo" (21 maggio 1925)


    "Con grande piacere farò conoscere il fatto consolatore dell'istituzione canonica a Roma della nostra amata Opera, notizia che sicuramente sarà accolta con giubilo straordinario da tutti quelli che appartengono ad essa in tutto l'orbe cattolico.
    Le nuove Marie e i Discepoli di San Giovanni li benedico, spero molto bene di essi perché vivono vicino al Vicario di Cristo sulla terra. Ho un grande desiderio di conoscere tutti gli eventi dell'inaugurazione e marcia dell'Opera nella Diocesi di Roma: le Marie e i Discepoli di San Giovanni devono essere modelli dei membri dell'Opera di tutto il mondo, perché vivono vicino alla fonte della verità e in una terra irrigata col sangue di tanti martiri" (14 settembre 1925) 

giovedì 23 giugno 2016

Artigiano divino

"Cuore di Gesù Sacramentato, per amore di Maria Immacolata, tua Madre,
ti chiedo di concedere a questa tua misera creatura di:

- Fare del bene ai cattivi senza diventare cattivo
- Percepire da lontano il tuo profumo
- Scoprirti nascosto
- Sentirti presente come per istinto
- Conoscerti e conoscermi
- Amarti e disprezzarmi
- Riconoscerti mio e riconoscermi tuo
- Impazzirmi amandoti
- Essere tuo più che mio
- Non essere mio per essere solo tuo
- Essere Tu e non essere io
- Lasciare sapore e profumo a Te e non a me
- Fare molto bene intorno a me ma in modo che nessuno, all'infuori di Te, se ne accorga
- Essere ripagato per i miei affetti e sacrifici, per il bene del mio prossimo: dimenticando me ed amando Te
- Donare a chi mi guarda o a chi mi ascolta un po' di luce e di pace e fa' che ringrazino solo Te"

Beato Manuel González  


venerdì 3 giugno 2016

Lui ama così

Conoscere il Cuore di Gesù attraverso il Vangelo

Non conosco guida più sicura né più informata, né più alla nostra portata. In ogni pagina - che dico? - in ogni particella e persino in ogni lettera del Vangelo palpita il Cuore di Gesù. In esso non vi è né parola né segno che non suoni amore, che non emani il profumo e il gusto dell'amore. Sopprimete nel Vangelo il senso di questa parola e lo trasformerete da libro della Vita, della Luce e della Pace, in una favola di assurdità e di chimere.
Il Vangelo è la coniugazione dei grandi verbi del cuore: amare e donarsi.
San Paolo che ha espresso in queste due parole tutta l'opera redentrice di Gesù: "Mi ha amato e ha dato se stesso per me" (Gal 2,20), ha definito quest'Arca dei tesori di Dio che è il Cuore di Gesù - nella misura in cui essa può essere definita con parole terrene -: "Colui che mi ha amato e ha dato se stesso per me".
Così! Senza avverbi che limitino, condizionino o qualifichino l'azione immensa di questi due verbi!

Beato Manuel González

"...in ogni lettera del Vangelo palpita il Cuore di Gesù"