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giovedì 11 febbraio 2021

Preghiera per le vocazioni

Signore Gesù,

eternamente giovane e sempre vivo, 

insegnaci a entrare nel cuore dei giovani, a piedi scalzi,

con passo lento e rispettoso. 

 

Rendici capaci di accompagnarli nell’ascolto

della chiamata di Dio, così come ha fatto Samuele. 

Fa’, o Signore, che le nostre comunità

siano fraterne e accoglienti come una madre, 

che accoglie la vita così com’è.


Che i giovani d’oggi,

anche se si sentono piccoli, 

possano scoprirsi grandi nel coraggio,

di accettare la sfida di seguirti nella tua missione.

Che sperimentando la propria fragilità

abbiano l’umiltà e la fiducia necessarie 

a tornare nelle braccia amorevoli del Padre, che li ama.


Che scoprano in Te

un Fratello che vive e salva.

Che si lascino guidare dal tuo Spirito fedele 

che accompagna e dà vita al mondo.

Che la loro gioventù non sia solo 

una preziosa preparazione per il futuro,

ma un impegno nel qui e ora 

come una benedizione di Dio.


Madre della Chiesa,

risplendi nel cuore dei giovani, 

specialmente in quelli che desiderano seguire Cristo

con entusiasmo e docilità.

Che possano trovare in Te

la fortezza che sostiene e accompagna ogni loro momento,

che avvolge e abbraccia la loro realtà giovanile.


Fa’, o Signore, che Nazaret, sia focolare, 

casa e scuola per tutte le giovani

che desiderano vivere il carisma eucaristico riparatore. Amen.



sabato 19 dicembre 2020

IV Domenica di Avvento - Anno B

 


Vangelo Lc 1, 26-38

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal vangelo secondo Luca:

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».

A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. 


Colletta

Dio grande e misericordioso, che tra gli umili scegli i tuoi servi per portare a compimento il disegno di salvezza, concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito, perché sull'esempio di Maria accolga il Verbo della vita e si rallegri come madre di una stirpe santa e incorruttibile. Per il nostro Signore Gesù Cristo...


Sulle Offerte

Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all'altare, e consacrali con la potenza del tuo Spirito, che santificò il grembo della Vergine Maria. Per Cristo nostro Signore.


Antifona alla Comunione (Is 7,14)

Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi.


Dopo la Comunione

O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna, ascolta la nostra preghiera: quanto più si avvicina il gran giorno della nostra salvezza, tanto più cresca il nostro fervore, per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.


mercoledì 14 agosto 2019

Veglia dell'Assunta


Veglia di preghiera in preparazione alla solennità dell'Assunzione di Maria

PREGHIERA A MARIA

O Maria Assunta in Cielo, io lodo con te il Signore, 
lodo la sua misericordia che ti ha avvolta di bellezza 
e mi unisco agli angeli e ai santi per cantare il magnificat con te!
Guardami, sorridimi, indicami sempre il Cielo.
Tu che dal Cielo mi vieni vicino, proteggimi 
e liberami da tutto ciò che mi lega ancora 
e purificami da tutte le cose che non mi aiutano a salire. 
Tu che hai saputo cantare la più alta lode al Signore, 
insegnaci a riconoscerlo nostro Salvatore 
e ad affidarci a lui con l`umiltà delle creature, 
riempici di amore e di grazia, 
affinché possiamo cantare anche noi con te 
le meraviglie del Signore. E così sia!


giovedì 7 dicembre 2017

mercoledì 16 novembre 2016

Perché nasce l'UNER?

Unione Eucaristica Riparatrice
   I carismi sono doni di grazia che il Signore concede a determinate persone perché con la sua vita rispondano ad una necessità esistente nella Chiesa e nel mondo. È una chiamata che la persona non può tenere per sé, è per il bene comune e lo deve manifestare. Tra queste si trova il nostro fondatore, San Manuel González. La intensa vita della sua famiglia e l'esempio di pii sacerdoti lo condussero a scoprire la sua vocazione. Il 21 settembre 1901, ricevette l'ordinazione sacerdotale. Nel 1902 fu inviato a dare una missione a Palomares del Río (Siviglia-Spagna), dove Dio lo segnò con una grazia che avrebbe condizionato tutta la sua vita sacerdotale. Egli stesso ci descrive tale sua esperienza. Dopo aver ascoltato le avvilenti prospettive della sua missione presentategli dal sacrestano, egli dice:

"Mi recai direttamente davanti al Tabernacolo... e, che Tabernacolo, Dio mio! Che sforzi dovettero fare colà la mia fede e il mio coraggio per non tornarmene di corsa a casa mia. Ma, non fuggii. Là, in ginocchio… la mia fede vedeva un Gesù così taciturno, così paziente, così buono, che mi guardava… che mi diceva tante cose e me ne chiedeva di più; uno sguardo, il suo, nel quale si rifletteva tutta la tristezza che emerge dal Vangelo… Lo sguardo di Gesù in questi Tabernacoli è uno sguardo che si fissa nell’anima come un chiodo e non si dimentica mai più. Esso divenne per me come il punto di partenza per vedere, capire e prevedere tutto il mio ministero sacerdotale." 

   Questa grazia andrà poi maturando nel suo cuore. Nel 1905 viene destinato a Huelva (Spagna). Si trovò di fronte ad una situazione di notevole indifferenza religiosa, però il suo amore e le sue capacità seppero aprire vie per ravvivare pazientemente la vita cristiana. Come parroco della parrocchia di San Pietro e arciprete di Huelva, si preoccupò anche della situazione delle famiglie bisognose e dei bambini per i quali aprì scuole. Il 4 marzo 1910, davanti ad un gruppo di donne, fedeli collaboratrici della sua attività apostolica, espose con forza il grande desiderio del suo cuore. Ce lo narra lui stesso così:

"Permettete a me, che invoco molte volte la sollecitudine della vostra carità a favore dei bambini poveri e di tutti i poveri abbandonati, di invocare oggi la vostra attenzione e la vostra cooperazione in favore del più abbandonato di tutti i poveri: Il Santissimo Sacramento... Vi chiedo una elemosina di affetto per Gesù Sacramentato… per amore di Maria Immacolata e per amore di questo Cuore così mal corrisposto, vi chiedo che diventiate le Marie di questi tabernacoli abbandonati".

   Così, con la semplicità del Vangelo, nacque la "Opera dei Tabernacoli-Calvari", opera per dare una risposta di amore riparatore all'amore di Cristo nell'Eucaristia, a esempio di Maria Immacolata, dell'apostolo San Giovanni e delle Marie che rimasero fedeli vicino a Gesù nel Calvario. Oggi l'Opera è conosciuta anche come Unione Eucaristica Riparatrice.
 
"Io ho detto anni fa che l'Opera delle Marie e dei Discepoli di S. Giovanni non è una associazione in più o una confraternita o un movimento in più, ma è una vocazione, e come tale imprime un modo di essere per chi l'abbraccia e deve condizionare tutta la vita" 
(Lettera di una Maria, scritta nel 1935).

lunedì 31 ottobre 2016

Madre, che non ci stanchiamo!

Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Madre nostra! Una supplica: Che non ci stanchiamo!
Sì, sebbene lo scoraggiamento per il poco frutto o per l'ingratitudine ci assalga e la debolezza ci ramollisca; sebbene il furore del nemico ci persegua e ci calunni; sebenne ci manchino il denaro e gli aiuti umani; sebbene le nostre opere cadano e dobbiamo incominciare di nuovo... Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Fermi, decisi, animati, sempre sorridenti, con gli occhi fissi nel prossimo e nelle sue necessità, per socorrerli, e con gli occhi dell'anima fissi nel Cuore di Gesù che sta nel tabernacolo, occupiamo il nostro posto, quello che Dio ha indicato a ciascuno di noi.
Mai volgere la faccia indietro!
Mai incrociare le braccia!
Mai sterili lamenti!
Mentre ci rimane una goccia di sangue da versare, alcune monete da distribuire, un poco di energia da spendere, una parola da dire, un respiro del nostro cuore, un poco di forza nelle nostre mani e nei nostri piedi, che possano servire per dar gloria a Lui e a Te e per fare un poco di bene ai nostri fratelli...
Madre mia, per l'ultima volta! Morire prima di stancarci!
San Manuel González

venerdì 10 giugno 2016

Vescovo Manuel González: Pastore, Comunicatore e Fondatore di Opere Eucaristiche

Beato Manuel González:
L'incontro con Gesù Eucaristia "abbandonato", trasforma la sua vita.
"Lì, in quel Tabernacolo, scoprii un Gesù così paziente, così buono, che mi guardava..."

Scopre una "vocazione nuova": dedicare la sua vita e la sua azione pastorale per vivere ed annunciare l'amore di Cristo nell'Eucaristia. Maria Immacolata è la sua Maestra e Modello.

* Pastore e formatore dei sacerdoti
Vangelo, Eucaristia e Sacerdozio: "Tre cose che in realtà non sono che solo questo: il Verbo fatto Vangelo ed Eucaristia parlando, andando ed operando per mezzo del sacerdote" (Beato Manuel González)

* Comunicatore fecondo
Nei suoi scritti riflette: esperienza di Dio, trasparenza di stile, originalità sorprendente.
"Tre erano i libri che conosceva a memoria: il Tabernacolo, il Vangelo e le anime. E quando scriveva su questi argomenti era come se la penna volasse sopra i fogli e le righe si stringevano con le sue lettere piccoline che, per l'agile scrittura, perdevano la curvatura dei segni ed erano quasi tutte grafíe veloci, come frecce che scappano tutte alla volta dallo stesso arco" (José Campos Giles)

*Fondatore di Opere Eucaristiche
Sorsero come espressione del suo amore a Gesù Eucaristia e dal desiderio che fosse conosciuto e amato da tutti.
- Marie del Tabernacolo e Discepoli di San Giovanni (1910 - laici)
- Missionari Eucaristici Diocesani (1918 - sacerdoti)
- Missionarie Eucaristiche di Nazaret (1921 - religiose)
- Missionarie Eucaristiche Secolari di Nazaret (1933 - consacrate laiche)
- RIE - Riparazione Infantile Eucaristica (1934 - fanciulli)
- GER - Gioventù Eucaristica Riparatrice (1939 - giovani)

Queste fondazioni si integrano nella Famiglia Eucaristica Riparatrice.


sabato 21 maggio 2016

Come ti ringrazio Gesù...

"Come ti ringrazio Gesù, che tra tutte le impressioni della mia vita tu hai voluto che la dominante e quasi esclusiva sia quella prodotta dall'abbandono del Tabernacolo! Come ti ringrazio che mi abbia chiamato a sentire e predicare il Tabernacolo abbandonato!" (Beato Manuel González)


Pensieri del Beato Manuel González:

Credere e vivere il mistero eucaristico
"Se noi ci avvicinassimo all'Eucaristia con fede viva, come ci sommergeremmo in quel mare di luce, di amore, di vita che scaturisce dal Cuore di Gesù!"

Conoscere ed amare il Cuore di Gesù
"In ogni pagina del Vangelo palpita il Cuore di Gesù. Il Vangelo è la coniugazione dei due grandi verbi del cuore: amare e darsi."

Avere Maria per Madre
"Non trascurare di fomentare nella tua anima la devozione filiale e fiduciosa a Maria. Questa devozione ha la virtù di rendere facile il cammino verso la santità."

Sapere confidare
"Cuore di Gesù, mi fido di Te perchè tu puoi tutto, mi conosci del tutto e mi vuoi nonostante tutto."

Sapere pregare
"La preghiera! La chiave d'oro che apre completamente il Cuore di Gesù! Pregare è parlare a Dio con il cuore."

Essere apostolo
"Aspirazione di anime grandi, generose, eroiche! Essere apostolo! Stare sempre facendo qualcosa con la parola o con l'intenzione affinché Gesù sia un po' più conosciuto, amato, servito, imitato e glorificato."

Amare gli altri
"Il modello del mio amore ai miei fratelli è l'amore con il quale mi ama Gesù."

Essere allegro
"Voglio essere un'anima che costantemente canti: Servire al Signore con allegria."