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lunedì 31 ottobre 2016

Madre, che non ci stanchiamo!

Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Madre nostra! Una supplica: Che non ci stanchiamo!
Sì, sebbene lo scoraggiamento per il poco frutto o per l'ingratitudine ci assalga e la debolezza ci ramollisca; sebbene il furore del nemico ci persegua e ci calunni; sebenne ci manchino il denaro e gli aiuti umani; sebbene le nostre opere cadano e dobbiamo incominciare di nuovo... Madre Immacolata! Che non ci stanchiamo!
Fermi, decisi, animati, sempre sorridenti, con gli occhi fissi nel prossimo e nelle sue necessità, per socorrerli, e con gli occhi dell'anima fissi nel Cuore di Gesù che sta nel tabernacolo, occupiamo il nostro posto, quello che Dio ha indicato a ciascuno di noi.
Mai volgere la faccia indietro!
Mai incrociare le braccia!
Mai sterili lamenti!
Mentre ci rimane una goccia di sangue da versare, alcune monete da distribuire, un poco di energia da spendere, una parola da dire, un respiro del nostro cuore, un poco di forza nelle nostre mani e nei nostri piedi, che possano servire per dar gloria a Lui e a Te e per fare un poco di bene ai nostri fratelli...
Madre mia, per l'ultima volta! Morire prima di stancarci!
San Manuel González

lunedì 17 ottobre 2016

San Manuel González García, «Vescovo dei Tabernacoli abbandonati»

San Manuel González García Vescovo e fondatore

4 gennaio

Siviglia, 25 febbraio 1877 - Madrid, 4 gennaio 1940

San Manuel González García, nato a Siviglia da umili genitori, per mantenersi agli studi in seminario dovette lavorare come domestico; il 21 settembre 1901 fu ordinato sacerdote. L’anno dopo, davanti a un altare disordinato e sporco in una chiesa a Palomares del Río, provò compassione per Gesù presente nell’Eucaristia, eppure così trascurato: contrariamente ai discepoli nel Getsemani, non fuggì. Non lo fece neppure nel 1915, quando, nominato vescovo di Malaga, visse in prima persona il dramma della guerra civile spagnola. Dovette intervenire la Santa Sede per metterlo al sicuro prima a Madrid, da dove continuò a guidare la sua diocesi, poi a Palencia, di cui fu nominato vescovo nel 1935. Morì cinque anni dopo, il 4 gennaio 1940, a Madrid. La sua eredità continua ancora oggi nella Famiglia Eucaristica Riparatrice. È stato beatificato da san Giovanni Paolo II il 29 aprile 2001. Il 3 marzo 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui gli è stato riconosciuto un secondo miracolo, aprendo la via alla sua canonizzazione, fissata in seguito a domenica 16 ottobre 2016. I suoi resti mortali sono venerati davanti all’altare del Santissimo Sacramento della cattedrale di Palencia, dove volle essere sepolto.

Martirologio Romano: A Madrid in Spagna, beato Emanuele González García, vescovo: pastore egregio secondo il cuore del Signore, promosse con sommo zelo il culto della santissima Eucaristia e fondò la Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazaret.

I primi anni e la formazione sacerdotale
Manuel González García nacque a Siviglia il 25 febbraio 1877, quarto dei cinque figli di Martín González Lara, falegname, e di sua moglie Antonia, sarta e casalinga. Nell’infanzia fece parte dei “seises”, gruppo di bambini della cattedrale di Siviglia incaricati di danzare davanti al Santissimo Sacramento nel corso di solenni processioni.
Presto maturò in lui il sogno di diventare sacerdote: è narrato che sostenne di nascosto dai genitori gli esami per entrare nel seminario diocesano, dove fu ammesso nel 1889. Fu esemplare nello studio e nella vita comunitaria, venendo ordinato sacerdote il 21 settembre 1901 dall’arcivescovo di Siviglia, poi cardinale, Marcelo Spinola y Maestre (Beato dal 1987).

L’esperienza di grazia a Palomares del Río
Inizialmente svolse il suo ministero in piccoli villaggi della provincia di Siviglia, come quello di Palomares del Río, dove avvenne l’esperienza che gli cambiò la vita. Carico di speranze e di ottimismo, don Manuel si era diretto verso quella cittadina per una missione popolare, ma i suoi sogni s’infransero di fronte alla dura realtà: la chiesa cadeva a pezzi e l’altare maggiore giaceva nell’incuria.
Così scrisse tempo dopo: «Mi recai direttamente davanti al tabernacolo… e, che tabernacolo, Dio mio! Che sforzi dovettero fare colà la mia fede e il mio coraggio per non tornarmene di corsa a casa mia. Ma, non fuggii. Là, in ginocchio… la mia fede vedeva un Gesù così taciturno, così paziente, così buono, che mi guardava… che mi diceva tante cose e me ne chiedeva di più; uno sguardo, il suo, nel quale si rifletteva tutta la tristezza che emerge dal Vangelo… Lo sguardo di Gesù in questi tabernacoli è uno sguardo che si fissa nell’anima come un chiodo e non si dimentica mai più. Esso divenne per me come il punto di partenza per vedere, capire e prevedere tutto il mio ministero sacerdotale».

L’Opera dei Tabernacoli-Calvari
Dal 1902 al 1905 fu cappellano dell’asilo delle Piccole Suore dei Poveri, finché, a soli 28 anni, non divenne prima vicario economo e poi arciprete della parrocchia di San Pietro di Huelva. Ricoprì questo incarico per 10 anni, apportando notevoli cambiamenti nella parrocchia e nella città di Huelva, divenendo famoso in tutta la Spagna per le sue iniziative apostoliche.
Venerdì 4 marzo 1910 decise di condividere con alcune parrocchiane, durante un ritiro mensile loro dedicato, un’intuizione che aveva avuto: «Permettete a me, che invoco molte volte la sollecitudine della vostra carità a favore dei bambini poveri e di tutti i poveri abbandonati, di invocare oggi la vostra attenzione e la vostra cooperazione in favore del più abbandonato di tutti i poveri: il Santissimo Sacramento. Vi chiedo una elemosina di affetto per Gesù Sacramentato… per amore di Maria Immacolata e per amore di questo Cuore così mal corrisposto, vi chiedo che diventiate le Marie di questi tabernacoli abbandonati». Sorse quindi l’Opera delle Tre Marie e dei Discepoli di San Giovanni, detta anche Opera dei Tabernacoli-Calvari, i cui aderenti s’impegnavano a dare e cercare compagnia a Gesù nell’Eucaristia, specialmente dov’era più abbandonato. Nello stesso anno sorse anche una sezione per bambini, la Riparazione Infantile Eucaristica.
La diffusione dell’Opera in altre diocesi spagnole e in America fu incentivata dalla fondazione di «El Granito de Arena» («Il granello di sabbia»), il suo organo ufficiale. Don Manuel decise quindi di chiedere l’approvazione al Papa: il 28 novembre 1912 venne quindi ricevuto da san Pio X, che lo benedisse e l’incoraggiò.

Il vescovo martire dei Tabernacoli abbandonati
Il suo successore, papa Benedetto XV, lo nominò il 6 dicembre 1915 vescovo titolare di Olimpo e ausiliare della diocesi di Malaga, della quale, nel 1917, divenne amministratore apostolico. Intanto alla sua Opera eucaristica si aggiungeva un nuovo tassello: i Missionari Eucaristici Diocesani, sacerdoti, la cui data di fondazione è il 9 gennaio 1918.
Il 22 aprile 1920 monsignor González venne eletto vescovo titolare della diocesi di Malaga. Appena un anno dopo, aiutato da sua sorella María Antonia, fondò la congregazione delle suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth, che sarà poi approvata il 30 agosto 1960.
Durante il suo episcopato cominciarono le prime avvisaglie della guerra civile spagnola: l’11 maggio 1931 gruppi di rivoluzionari bruciarono quasi tutte le chiese di Malaga, appiccando il fuoco anche al palazzo vescovile. Monsignor González affrontò coraggiosamente gli aggressori e si consegnò loro, ma essi lo lasciarono andare. Dovette rifugiarsi prima presso un sacerdote e poi presso una famiglia amica nella cittadina di Ronda, ma poi, visto che i rivoluzionari ricattavano questa famiglia, la lasciò per rifugiarsi a Gibilterra.
Il 26 dicembre 1931 ritornò a Ronda, ma qualche mese dopo la Santa Sede, temendo per la sua vita, gl’impose di ritirarsi a Madrid, dove rimase fino al 1935, guidando da lì la diocesi di Malaga. Nel frattempo, alle suore si erano affiancate, dal 1933, le Marie Ausiliarie Nazarene (poi Missionarie Eucaristiche Secolari di Nazareth).
Il 5 agosto del 1935 rinunciò al governo della diocesi e fu nominato vescovo di Palencia, nella Vecchia Castiglia, dove continuò la sua opera di pastore e fondatore, amareggiato per le stragi che venivano perpetrate in quegli anni di guerra civile. Promosse ugualmente anche un settore giovanile dell’opera iniziale, la Gioventù Eucaristica Riparatrice, nel 1939.
Lui stesso si definì «il vescovo dei Tabernacoli abbandonati», ma altri, per i patimenti cui andò incontro pur non avendo mai versato direttamente il sangue per la fede, non tardarono a denominarlo «il vescovo martire».
Fecondo scrittore, pubblicò più di 30 lavori letterari, in particolare di carattere eucaristico, sacerdotale e di insegnamento catechistico. Il suo capolavoro, «Lo que puede un cura hoy» («Ciò che può un parroco oggi»), fu adottato per molto tempo dai seminaristi spagnoli e latino-americani.
Morì a Madrid il 4 gennaio 1940 e fu sepolto davanti all’altare del Santissimo Sacramento della cattedrale di Palencia, come da sue disposizioni testamentarie: «Chiedo di essere sepolto vicino ad un tabernacolo, affinché le mie ossa, dopo la mia morte, come la mia lingua e la mia penna durante la vita, stiano sempre dicendo a coloro che passano: Qui sta Gesù! Sta qui! Non lasciatelo abbandonato!».

La causa di beatificazione
La sua causa di beatificazione, a fronte della perdurante fama di santità, è cominciata nella diocesi di Palencia il 2 maggio 1952. Dopo l’introduzione della causa a Roma, vennero istruite due inchieste: una suppletiva, a Malaga (nel 1979) e quella cognizionale a Palencia (1981-1983). Intanto, il 21 novembre 1965, era stato emesso il decreto sugli scritti. La “positio super virtutibus” venne trasmessa a Roma nel 1991.
Il 6 aprile 1998 san Giovanni Paolo II autorizzò la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare il decreto con cui monsignor Manuel González García veniva dichiarato Venerabile.

Il miracolo e la beatificazione
Come miracolo utile per la beatificazione venne preso in esame il caso avvenuto nel 1953 alla diciottenne Sara Ruiz Ortega, di Requena de Campos (Palencia, Spagna), affetta da una peritonite tubercolosa che l’aveva resa paralitica. Il suo parroco, don Francisco Teresa León, le mise una reliquia di monsignor González sotto il cuscino e fece cominciare una novena per chiedere la sua intercessione. La giovane, dopo cinque anni di malattia, si rialzò guarita.
Il processo sull’asserito miracolo venne convalidata il 15 maggio 1998. Gli esperti della commissione medica si pronunciarono favorevolmente circa l’inspiegabilità scientifica dell’evento. Sia i consultori teologi, il 9 aprile 1999, sia i cardinali e vescovi membri della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi, il 1° dicembre 1999 confermarono il parere positivo. Infine, il 20 dicembre 1999, san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto con cui la guarigione era dichiarata miracolosa e avvenuta per intercessione del Venerabile Manuel González García.
La sua beatificazione si è quindi svolta in piazza San Pietro a Roma il 29 aprile 2001, congiuntamente a quella di altri quattro candidati agli altari.

Il secondo miracolo e la canonizzazione
Nel novembre 2008 una donna di Madrid, ammalata di cancro alla gola, chiese di poter ricevere gli ultimi Sacramenti. Il sacerdote, che era il già citato don Francisco Teresa León, non poté raggiungerla nell’immediato, ma chiese al marito della donna di darle una reliquia del Beato Manuel González García e d’iniziare una novena per chiederne l’intercessione. Al quinto giorno di novena, il cancro risultò scomparso senza l’aiuto della chemioterapia. La donna guarita morì due anni e mezzo dopo d’infarto, quindi per cause estranee al precedente male.
Il 7 ottobre 2009 venne quindi aperta, nella diocesi di Madrid, l’inchiesta diocesana sull’asserito miracolo, conclusa solennemente il 31 maggio 2010 e convalidata il 21 ottobre 2011. Sia i medici, sia i teologi, sia i cardinali e vescovi membri della Congregazione per le Cause dei Santi sono stati unanimi nel dichiarare il fatto come inspiegabile e miracoloso.
Infine, il 3 marzo 2016, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui era accertato l’intervento divino per intercessione del Beato, aprendo la via alla sua canonizzazione, fissata in seguito a domenica 16 ottobre 2016, insieme a quella di altri sei Beati.

La Famiglia Eucaristica Riparatrice
L’eredità spirituale di san Manuel González García continua nella Famiglia Eucaristica Riparatrice, che comprende le varie realtà da lui istituite nel corso del suo ministero: l’Opera delle Tre Marie e dei Discepoli di San Giovanni; la Riparazione Infantile Eucaristica; i sacerdoti Missionari Eucaristici Diocesani; le suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth; le Missionarie Eucaristiche Secolari di Nazareth; la Gioventù Eucaristica Riparatrice.

Autori: Antonio Borrelli ed Emilia Flocchini (www.santiebeati.it)


venerdì 14 ottobre 2016

A tavola con tremila poveri

Il vescovo spagnolo Manuel González García 
A tavola con tremila poveri

di JAVIER CARNERERO PEÑALVER, O.SS.T.*

   «Eucaristizzare»: il neologismo coniato da Manuel González García riassume il metodo pastorale con cui operò nella Spagna d’inizio Novecento, fondando tra l’altro l’Unione Eucaristica Riparatrice e della congregazione delle Missionarie Eucaristiche di Nazareth. 
   Nato a Siviglia nel 1877, Manuel da fanciullo, prima ancora del suo ingresso in seminario a dodici anni, fece parte della schola cantorum della cattedrale; da seminarista si dedicò ai servizi più umili per pagarsi gli studi, che raggiunsero il culmine con il dottorato in Diritto canonico dopo un brillantissimo percorso accademico. Ordinato sacerdote, fu cappellano, parroco, decano e vescovo, prima ausiliare e poi residenziale di Málaga e, quindi, in seguito alle dolorose vicende della persecuzione religiosa in Spagna, fu trasferito a Palencia. Morì il 4 gennaio 1940, dopo appena cinque anni. 
   Una storia che non sembra avere note straordinarie; simile a quella di molti altri. Una storia, però, che ebbe una svolta cruciale quando, appena ordinato sacerdote, Manuel fu inviato in missione in un piccolo villaggio dell’Andalusia, e si trovò di fronte alle grandi sfide del suo tempo nel campo pastorale: indifferentismo religioso, povertà umana e spirituale. In quel contesto egli fece un’esperienza che ricorda quella di san Paolo, sia per il metodo pedagogico del Signore, sia per i frutti che portò. Fu Gesù che si mostrò al giovane sacerdote, ultimo tra gli ultimi, nel logorato tabernacolo della chiesa parrocchiale di Palomares del Río. 
   Don Manuel era andato con la certezza di una fruttuosa missione che vincesse le rimostranze di quegli uomini. Di certo, la salvezza di quei contadini, lasciati a se stessi e dimenticati da tutti era nel suo cuore. Ma, davanti al tabernacolo, sentì Gesù che gli fece capire come, in quel luogo, Lui fosse il più abbandonato di tutti. E così don Manuel, che era andato a “vincere” quegli uomini, venne vinto da Dio. Come nel caso dell’apostolo delle genti, questo fatto lo sconvolse da cima a fondo; aveva raggiunto la grandissima verità: soltanto chi trova Dio può portarlo agli uomini. Soltanto vedendo Cristo nella sua Chiesa, uno può veramente prendersi carico di quel popolo di Dio, tante volte perseguitato. E Cristo era là, nel tabernacolo, vicino a tutti, bisognava soltanto avere il coraggio di andare a trovarlo. 
   Il suo metodo pastorale cominciò di là, riscoprire Cristo nell’Eucaristia, come centro della nostra vita, della nostra comunità, della nostra attività apostolica. “Eucaristizzare” fu il termine coniato con il proposito di coinvolgere tutti i ceti ecclesiali e sociali in questa grande opera. Come in san Paolo, la penna e la predicazione furono le sue armi più incisive. Fondò la rivista «Il granello di sabbia», e diede alla stampa anche innumerevoli titoli pastorali e catechetici. Tra questi, Quello che può fare un prete, oggi, divenne lettura usuale in tutti i seminari del tempo. Molti pastori, formati nel secolo scorso in Spagna, alcuni dei quali eminenti, come i venerabili Rafael García o Luis Zambrano, tanti martiri nella persecuzione, hanno attinto a questa sorgente.
   Ed ecco il miracolo: le parrocchie affidate alle sue cure rifiorivano, i gruppi laicali che organizzava si coordinavano come un vero e proprio movimento apostolico che coinvolgeva una parrocchia dopo l’altra, sia in Spagna che in America latina. Volendo cominciare l’opera, che in seguito divenne l’Unione eucaristica riparatrice, si rivolse così a un gruppo di donne di Huelva: «Permettetemi, a me che invoco molte volte la sollecitudine della vostra carità a favore dei bambini poveri e di tutti i poveri abbandonati, di invocare oggi la vostra attenzione e la vostra cooperazione in favore del più abbandonato di tutti i poveri: il Santissimo Sacramento. Vi chiedo una elemosina di affetto per Gesù Sacramentato... per amore di Maria Immacolata e per amore di questo Cuore così mal corrisposto, vi chiedo che diventiate le Marie di questi tabernacoli abbandonati».
   Era la nascita delle “Marie dei tabernacoli abbandonati”: in seguito si unirono gli uomini, i bambini, i sacerdoti, le religiose e l’istituto secolare. A Huelva, dove fu prima parroco e dopo decano, Manuel González García fondò un gruppo di scuole intitolate al Sacro Cuore, ancora oggi funzionanti. 
   Arrivato a Málaga, la sua attività si prodigò in tutti gli indirizzi pastorali. Un gesto può simboleggiare il suo operato: quando venne nominato vescovo organizzò un pranzo nel quale, invece di invitare i potenti della società, sedettero a tavola tremila bambini poveri. A servirli c’erano le autorità civili ed ecclesiastiche e il vescovo il quale, con il suo sorriso bonario, riscaldava il suo fare pastorale.
   Il seminario fu un altro punto nodale delle sue scelte pastorali. Ne costruì uno nuovo, e ne volle rinnovata anche la radice spirituale: «Un seminario sostanzialmente eucaristico, nel quale l’Eucaristia fosse: nell’ordine pedagogico, lo stimolo più efficace; nello scientifico, il primo maestro e la prima materia d’insegnamento; nel disciplinare, l’ispettore più vigilante; nell’ascetico, il modello più vivo; nell’economico, una grande provvidenza; nell’architettonico, la pietra d’angolo».
   Se nella formazione delle nuove comunità e dei nuovi pastori, Manuel González García continuò la tradizione di san Paolo, l’accettazione della croce venne a segnare senza dubbi il parallelo che abbiamo tratteggiato tra i due apostoli. Come san Paolo, don Manuel dovette affrontare la persecuzione. Málaga fu duramente segnata dai combattimenti dei movimenti anticlericali. Nel 1931 il palazzo episcopale fu dato alle fiamme, incredibilmente tutti riuscirono a uscire indenni da una porta secondaria. Il vescovo, coraggioso davanti ai violenti, fu costretto ad allontanarsi per timore che le rappresaglie cadessero su chi li accoglieva. Per sei mesi venne ospitato dal vescovo di Gibilterra. Dopo aver tentato inutilmente il ritorno a Málaga, González García diresse la diocesi da Ronda e da Madrid, finché la Santa Sede gli chiese di rinunciare e assumere un’altra sede meno pericolosa. 
   Furono per lui anni di grandissimo dolore, con un Paese letteralmente in fiamme e dove i sacrilegi si contavano a migliaia. Dettando le sue ultime volontà, scrisse: «Chiedo di essere sepolto vicino ad un tabernacolo, affinché le mie ossa, dopo la mia morte, come la mia lingua e la mia penna durante la vita, stiano sempre dicendo a coloro che passano: Qui sta Gesù! Sta qui! Non lasciatelo abbandonato!».
*Postulatore

(L'Osservatore Romano, 14 ottobre 2016, p. 5)



lunedì 10 ottobre 2016

Apostolato per mezzo dell'Eucaristia

"Orientare la nostra attività affinché
il Vangelo vivo sia conosciuto,
il Pane vivo sia mangiato,
la Manna nascosta sia gustata,
il Dio del Tabernacolo sia riverito,
la Providenza che in esso vive sia tenuta in conto,
e il Modello vivo che si mostra in esso sia copiato"

Beato Manuel González


martedì 4 ottobre 2016

Dalle lettere di Don Manuel González

    "Una grande consolazione ha sperimentato il mio cuore nel vedere come ha voluto il Cuore di Gesù che l'Opera, modestamente iniziata nel Tabernacolo della mia parrocchia di San Pietro a Huelva (Spagna), si potesse diffondere nella capitale dell'urbe cattolico, nella santa e cara Roma, così vicina al Vicario di Cristo" (21 maggio 1925)


    "Con grande piacere farò conoscere il fatto consolatore dell'istituzione canonica a Roma della nostra amata Opera, notizia che sicuramente sarà accolta con giubilo straordinario da tutti quelli che appartengono ad essa in tutto l'orbe cattolico.
    Le nuove Marie e i Discepoli di San Giovanni li benedico, spero molto bene di essi perché vivono vicino al Vicario di Cristo sulla terra. Ho un grande desiderio di conoscere tutti gli eventi dell'inaugurazione e marcia dell'Opera nella Diocesi di Roma: le Marie e i Discepoli di San Giovanni devono essere modelli dei membri dell'Opera di tutto il mondo, perché vivono vicino alla fonte della verità e in una terra irrigata col sangue di tanti martiri" (14 settembre 1925) 

mercoledì 28 settembre 2016

Il miracolo per intercessione di don Manuel

   Il miracolo avvene nel 2008 a Madrid: guarigione da un linfoma molto agressivo. La persona sanata è la sig.ra Maria del Carmen Varela Feijóo. Dopo che fu diagnosticato il cancro, ricevette da don Francisco Teresa León l'immaginetta del beato Manuel González ed una sua reliquia, con l'invito ad invocarne l'intercessione. Nei controlli medici successivi furono rilevate buone condizioni generali e la remissione del linfoma.

Maria del Carmen, suo marito ed il sacerdote che le aveva
consegnato l'immaginetta con la quale ha chiesto la sua guarigione

"Il miracolo è il sigillo di Dio sulla valutazione umana. In tal modo c’è armonia tra la volontà umana di glorificare un SdD e la volontà divina. Inoltre, i santi, sull’esempio di Gesù, con i miracoli – che possono essere guarigioni, scampati pericoli, moltiplicazioni di cose (come l’evangelica moltiplicazione dei pani), rianimazioni - mostrano la presenza provvidente di Dio sempre in opera nella storia a favore dell’umanità bisognosa" (S.Em.Card. Angelo AMATO, s.d.b)

mercoledì 21 settembre 2016

Essere apostolo!

   Essere apostolo! Aspirazione delle anime grandi, generose, eroiche. 
   Essere apostolo è riempirse, fino a traboccare, di Gesù Cristo, della sua dottrina, del suo amore, della sua virtù, della sua vita, e bagnare fino a inzuppare tutto ciò che ci tocca o si avvicina a noi; è saziarsi fino ad ubriacarsi del vino della conoscenza e dell’amore intensi di Gesù Cristo e uscire per le strade ebbri; è farsi pazzi di un solo tema, cioè: Gesù crocifisso e sacramentato non debe essere abbandonato.
   Essere sempre apostolo! Stare sempre a fare qualcosa con la parola o con l’intenzione affinché Gesù, re del nostro cuore e centro della nostra vita, sia un po’ più conosciuto, amato, servito, imitato e glorificato.
   La catena è questa: apostolo in quanto testimoni; testimoni in quanto amici; amici in quanto intimi.

Beato Manuel González 

Manuel González, modello di fede eucaristica, 
apostolo dell'Eucaristia

venerdì 16 settembre 2016

Programma Canonizzazione Manuel González


Sabato 15 ottobre

Celebrazione di accoglienza – Ore 18.00

Adorazione Eucaristica
Presiede: Mons. José Vilaplana, Vescovo di Huelva (Spagna)

Basilica Sant'Andrea della Valle (Corso Vittorio Emanuele)

Domenica 16 ottobre

Messa di Canonizzazione  - Ore 10.15
Piazza San Pietro

Pranzo festivo - Ristorante Villa Rinaldo all’Acquedotto (Appia Nuova, 1267) Trasferimento in pulman da Piazza San Pietro, previa iscrizione

Lunedì 17 ottobre 

Messa di ringraziamento – Ore 8.00
Presiede: Card. Angelo Amato, s.d.b.,  Prefetto della Congregazione per le cause dei santi

Basilica Santa Maria Maggiore
(I sacerdoti che desiderano concelebrare devono portare camice e stola)

Informazioni:
Missionarie Eucaristiche di Nazaret
Via Zucchelli, 11 – 00187 Roma
Tel. 06 42010145
e-mail: miseuc.roma@gmail.com

martedì 13 settembre 2016

La chiamata alla santità

 

   Vogliamo lodare Dio per il dono della chiamata alla santità che ci spinge a tutti noi, membri della Famiglia Eucaristica Riparatrice, ad accogliere col cuore aperto la grazia che ci viene donata con la canonizzazione del Beato Manuel González nel contesto dell Giubileo della Misericordia.

   I Santi manifestano in diversi modi la presenza potente e trasformante del Risorto; hanno lasciato che Cristo afferrasse così pienamente la loro vita da poter affermare con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). La santità, la pienezza della vita cristiana non consiste nel compiere imprese straordinarie, ma nell’unirsi a Cristo, nel vivere i suoi misteri, nel fare nostri i suoi atteggiamenti, i suoi pensieri, i suoi comportamenti. 

   Una vita santa non è frutto dell’azione dello Spirito Santo che ci anima dal di dentro, è la vita stessa di Cristo Risorto che ci è comunicata e che ci trasforma. La santità ha dunque la sua radice ultima nella grazia battesimale, nell’essere innestati nel Mistero pasquale di Cristo, con cui ci viene comunicato il suo Spirito, la sua vita di Risorto. (Papa Benedetto XVI)

   Il desiderio di Papa Francesco è che questo Anno Santo possa diventare un'occasione per "vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita”. In questo senso la misericordia apre per noi la porta della santità. 

O Dio, nostro Padre, Tu sei l’unica fonte di ogni santità. 
Aiutaci a raggiungere la pienezza del Tuo amore imitando il tuo Figlio, 
Gesù Cristo, che ci ha mostrato l’importanza di ricercare sempre 
ciò che fa piacere a te, a costo di morire a noi stessi.

venerdì 9 settembre 2016

Modello di fede eucaristica

«Il beato Manuel González è un modello di fede eucaristica, 
il cui esempio continua a parlare alla Chiesa di oggi» 
(San Giovanni Paolo II, 29 aprile 2001)

Conquistato da uno sguardo
«Lì, in quel Tabernacolo, scoprii un Gesù così paziente, così buono, che mi guardava...».

Spinto da una sorgente
«Apostolo è, sì, un inviato di Gesù con una sola occupazione: andare verso il Signore, e un solo fine: partire da Gesù, fungendo da Gesù tra la gente e tornare dopo aver donato Gesù a molte anime».

Illuminato dal Vangelo vivo
«Vivere il Vangelo così fedelmente, così chiaramente, che, col solo guardarci, tutti sentano e comprendano Gesù Sacramentato. Più che motivi di credibilità, gli uomini del nostro tempo hanno bisogno ed esigono il grande esempio di credibilità della nostra vita evangelica».

Assetato di eucaristizzare le anime 
«Quanto immensamente felice sarò quando scorgerò le irradiazioni della lampada del Tabernacolo sulla fronte sudata degli operai, sul volto sorridente dei fanciulli, sulle gote rosse  delle giovani, sui solchi e sulle rughe degli anziani e dei sofferenti!»

Appassionato del sacerdozio
«Per la consacrazione sacerdotale il sacerdote ha misticamente smesso di essere un uomo per incominciare a essere un Gesù. Una specie di transustanzazione è avvenuta in lui: le apparenze sono dell’uomo, la sostanza è di Gesù»

Portato a comunicare il dono ricevuto 
«Formare lo spirito eucaristico, di vite consacrate a dare e cercare, al cuore di Gesù Sacramentato  riparazione del suo abbandono interiore ed esteriore [NT: in cui l’hanno lasciato gli uomini], mediante la compagnia di presenza, di compassione, d’ imitazione e di confidenza»

Risoluto a vivere in pienezza la sua vocazione
«Io non voglio essere il Vescovo della sapienza, né dell’attività, né dei poveri né dei ricchi, io voglio essere soprattutto  il Vescovo del Tabernacolo abbandonato».


giovedì 8 settembre 2016

La pietà eucaristica era la costante della vita del beato Manuel González

Con la gioia incommensurabile di conoscere la data in cui sarà canonizzato il beato Manuel González, fondatore della Famiglia Eucaristica Riparatrice, abbiamo intervistato S.Em.Card. Angelo AMATO, s.d.b., prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

Il Cardinale Angelo Amato è nato a Molfetta (Bari, Italia), l’8 giugno 1938. Dopo aver ottenuto la licenza in teologia alla facoltà di teologia dell'Università salesiana, a Roma, è stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 1967. Iscrittosi alla Pontificia Università Gregoriana, nel 1974 ha conseguito il dottorato in teologia ed è stato subito chiamato all'insegnamento della materia. Ha studiato in Grecia, come borsista del patriarcato di Constantinopoli. Nominato il 19 dicembre 2002 Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede ed eletto alla Sede titolare di Sila con il titolo personale di Arcivescovo, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 6 gennaio 2003 da san Giovanni Paolo II nella Basilica Vaticana. Il 9 luglio 2008 Benedetto XVI lo ha chiamato a succedere al cardinale José Saraiva Martins come Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi e l’ha creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 20 novembre 2010, della Diaconia di Santa Maria in Aquiro.

Eminenza, Lei è il prefetto di una Congregazione che ha la missione di promuovere il riconoscimento della santità dei figli della Chiesa. Quale è il compito principale di questo dicastero? È diverso il lavoro in ogni causa?

Il lavoro fondamentale è la valutazione della vita virtuosa dei Servi e delle Serve di Dio. Ogni causa di beatificazione e canonizzazione ha due momenti: il momento diocesano, con la raccolta delle testimonianze sulla vita, sulle virtù e sulla fama di santità e di segni (miracoli) dei SdD, e quello romano, che, dopo essersi espresso sulla validità  dell’inchiesta diocesana, procede alla elaborazione della Positio sotto la guida di un Relatore della Congregazione delle Cause dei Santi. Il dossier della Positio viene poi valutato dai consultori storici, dai consultori teologi e, infine, dai Padri Cardinali e Vescovi della Congregazione. Se i voti sono positivi il Prefetto presenta la causa al Santo Padre per la sua decisione finale. Viene così pubblicato il decreto della Venerabilità dei Servi di Dio o del Martirio.

Sappiamo che la Chiesa per approvare la santità di una persona che non ha subito il martirio chiede due miracoli attribuiti alla sua intercessione (uno per la beatificazione e uno per la canonizzazione). Perché la Chiesa esige questa verifica?

Il miracolo è il sigillo di Dio sulla valutazione umana. In tal modo c’è armonia tra la volontà umana di glorificare un SdD e la volontà divina. Inoltre, i santi, sull’esempio di Gesù, con i miracoli – che possono essere guarigioni, scampati pericoli, moltiplicazioni di cose (come l’evangelica moltiplicazione dei pani), rianimazioni - mostrano la presenza provvidente di Dio sempre in opera nella storia a favore dell’umanità bisognosa.

I santi hanno vissuto in momenti e circostanze concrete, che non sempre si ripetono nella storia. 
Quali valori e virtù del beato Manuel González pensa siano più significativi per l’uomo di oggi? Quali possono essere le piccoli luci che guidano il suo cammino nel secolo XXI?

Dico subito che le autentiche virtù non tramontano mai, sono sempre valide, come sono sempre validi i gioielli d’oro. Anzi, più il tempo passa e più il loro valore aumenta. Le virtù, ad esempio, della fede, della speranza e della carità sono dei diamanti che orneranno sempre la veste preziosa dei figli della Chiesa. La carità, poi, non avrà mai fine.
Il Beato Manuel González resta ancora oggi un modello straordinario di fede, soprattutto per il suo amore all’Eucaristia, pane di vita e fonte di santità. Egli era un sacerdote e un vescovo con il cuore misericordioso di Gesù, buon pastore. La sua spiritualità eucaristica è un prezioso vademecum valido ancora oggi.

Sua Eminenza ha pubblicato recentemente il libro «I santi, messaggeri di misericordia», nel quale presenta, tra molti altri, la figura del beato Manuel González. 
Quali ripercussioni ha nella Chiesa la sua canonizzazione dato che viene celebrata in questo Anno della Misericordia?

Il carisma eucaristico del nostro Beato ha una indiscutibile valenza pastorale e spirituale. Come ho scritto nel libro citato: «Questo suo amore eucaristico lo partecipava ai fedeli, invitati a fare frequenti visite al tabernacolo. Voleva che il Signore non rimanesse mai solo. Per questo organizzava turni di veglia eucaristica riservati ai bambini, ai giovani e agli adulti e anche adorazioni notturne. Invitava a pregare molto per i peccatori. La sua vita sembrava una continua adorazione eucaristica. Quando era parroco a Huelva, dopo aver aperto la chiesa, si recava a pregare davanti al tabernacolo e lì passava molte ore. Durante la sua permanenza a Madrid, quelli che andavano a visitarlo erano sicuri di trovarlo in chiesa, di trovarlo «lì». La stessa passione eucaristica la dimostrò come vescovo di Palencia. La pietà eucaristica era il suo carisma, la costante della sua vita. Sembrava che vedesse e toccasse il Signore. Questa sua conversazione eucaristica la riversava nelle parole, nelle fondazioni, negli scritti. Era un vero apostolo dell’eucaristia. Era il sacerdote e il vescovo dei tabernacoli abbandonati».

Noi che ci sentiamo partecipi del carisma eucaristico-riparatore stiamo vivendo momenti di autentica gioia, perché con la canonizzazione del beato Manuel González, la Chiesa indica questo cammino eucaristico-riparatore come cammino di santità. 
In quale modo la canonizzazione ci aiuterà a rivitalizzare il nostro carisma?

La canonizzazione farà conoscere a tutta la Chiesa la figura del nostro Beato e il suo particolare carisma eucaristico-riparatore come cammino di santità ancora oggi. Credo che per i suoi figli spirituali sia questo un tesoro da custodire e da valorizzare al massimo, mediante una vita eucaristica e un’azione apostolica e missionaria di bontà e di misericordia.

mercoledì 7 settembre 2016

La canonizzazione del beato Manuel González all’orizzonte

MANUEL GONZÁLEZ GARCÍA
VESCOVO DI MALAGA E DI PALENCIA
FONDATORE DELL'UNIONE EUCARISTICA RIPARATRICE
E DELLE MISSIONARIE EUCARISTICHE DI NAZARET

   «Per i miei passi non voglio che un sentiero, quello che porta al Tabernacolo, e camminando per quel sentiero incontrerò affamati e poveri di molte classi… e farò discendere su di loro la gioia della Vita». Queste parole del nuovo santo tracciano il profilo di quella che è stata la sua vita. Con ragione Papa Giovanni Paolo II lo ha proposto come «modello di fede eucaristica».
Manuel González (1877-1940) nacque a Siviglia e concluse i suoi giorni a Palencia, dove riposano i suoi resti sotto il Tabernacolo della Cattedrale. Come sacerdote (ordinato: 1901) esercitò il suo ministero a Siviglia e a Huelva. Fu Vescovo di Malaga (consacrato: 1916) e Palencia.
   Fondò opere sociali per i più abbandonati in Huelva e costruì un nuovo seminario a Malaga, da dove uscì nel 1931 a causa dell'incendio della sua residenza. Resse la sua sede da Gibilterra e Madrid. Nel 1935 Papa Pio XI gli assegnò la sede palentina; lì consumò l'offerta della sua vita a immagine del Buon Pastore, senza perdere la bontà nello sguardo e il sorriso sulle labbra.
   Nel 1902, nella parrocchia di Palomares del Río, ricevette la grazia che avrebbe polarizzato tutta la sua vita. Così lo racconta: «Andai direttamente al Tabernacolo. Lì la mia fede vedeva un Gesù silenzioso, tanto paziente, che mi guardava, che mi diceva molto e mi chiedeva di più. Uno sguardo nel quale si rifletteva tutta la tristezza del Vangelo: la tristezza di non avere riparo, del tradimento, della negazione, dell'abbandono di tutti».
   Frutto di questa esperienza carismatica, il 4 marzo 1910 a Huelva fondò il primo ramo della Famiglia Eucaristica Riparatrice (formata da laici, consacrati e sacerdoti) con lo scopo di dare e cercare una risposta di amore grato a Cristo Eucaristia, avvicinando tutti alla fonte della Vita che scaturisce dal Mistero Eucaristico.
   Cosciente della portata dei mezzi di comunicazione, fondò due riviste di azione eucaristica: “El Granito de Arena” (adulti) e “RIE” (bambini), e scrisse libri di preghiera, formazione sacerdotale e catechesi.
(Olio su tela, Manuel Higueras)

C’è stato un momento nella mia vita, in cui ho sperimentato la chiamata del Signore, una chiamata a vivere una intimità più profonda, a vivere solo per Lui.
È stato un incontro che ha trasformato per sempre la mia vita. 
Nel mio cuore ho sperimentato una nuova nascita, una doppia nascita: eucaristica e missionaria. 
Ho scoperto una forma nuova di capire e di vivere la mia fede e la mia vocazione.

giovedì 23 giugno 2016

Artigiano divino

"Cuore di Gesù Sacramentato, per amore di Maria Immacolata, tua Madre,
ti chiedo di concedere a questa tua misera creatura di:

- Fare del bene ai cattivi senza diventare cattivo
- Percepire da lontano il tuo profumo
- Scoprirti nascosto
- Sentirti presente come per istinto
- Conoscerti e conoscermi
- Amarti e disprezzarmi
- Riconoscerti mio e riconoscermi tuo
- Impazzirmi amandoti
- Essere tuo più che mio
- Non essere mio per essere solo tuo
- Essere Tu e non essere io
- Lasciare sapore e profumo a Te e non a me
- Fare molto bene intorno a me ma in modo che nessuno, all'infuori di Te, se ne accorga
- Essere ripagato per i miei affetti e sacrifici, per il bene del mio prossimo: dimenticando me ed amando Te
- Donare a chi mi guarda o a chi mi ascolta un po' di luce e di pace e fa' che ringrazino solo Te"

Beato Manuel González  


martedì 21 giugno 2016

16 ottobre: Canonizzazione Beato Manuel González, Apostolo dell'Eucaristia


Il 20 giugno 2016, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco ha presieduto la celebrazione dell’Ora Terza e il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati:

- Salomone Leclercq (al secolo: Guglielmo Nicola Ludovico), dei Fratelli delle Scuole Cristiane, martire;

- Manuel González García, vescovo di Palencia, fondatore dell’Unione Eucaristica Riparatrice e della Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth;

- Lodovico Pavoni, sacerdote, fondatore della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata;

- Alfonso Maria Fusco, sacerdote, fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista;

- Elisabetta della Santissima Trinità (al secolo: Elisabetta Catez), monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

Il Papa ha decretato che i suddetti Beati siano iscritti nell’Albo dei Santi domenica 16 ottobre 2016.

lunedì 20 giugno 2016

Il 16 ottobre canonizzazione del Beato Manuel González!


Saranno canonizzati domenica 16 ottobre 2016 i cinque Beati per i quali si è tenuto stamattina nel Palazzo apostolico in Vaticano il Concistoro Ordinario pubblico, presieduto da Papa Francesco.

A essere proclamati Santi saranno Salomone Leclercq, martire dei Fratelli delle Scuole Cristiane, Manuel González García, vescovo di Palencia, fondatore dell’Unione Eucaristica Riparatrice e della Congregazione delle Suore Missionarie Eucaristiche di Nazareth, i sacerdoti Lodovico Pavoni, fondatore della Congregazione dei Figli di Maria Immacolata, Alfonso Maria Fusco, fondatore della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, e la religiosa Elisabetta della Santissima Trinità, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

giovedì 16 giugno 2016

Un incontro inaspettato

Il Beato Manuel González è una figura luminosa per il suo rapporto con il Signore, e fece tutto per il Vangelo. Ma, si è reso anche conto di un'altra realtà... il dono che il Padre ci ha fatto in Gesù Cristo Eucaristia non viene sempre accolto da tutti, e neanche occupa il centro della vita di molti cristiani. Perciò, ha scoperto che il grande male di tutti i mali è l'Eucaristia abbandonata: l'indifferenza degli uomini verso l'amore di Dio.

Del suo incontro con un tabernacolo abbandonato, a Palomares del Río (Siviglia), ci racconta:
"Sono andato diritto al tabernacolo... e che tabernacolo, Dio mio! Che sforzi dovettero fare la mia fede, il mio coraggio per non fuggire verso la mia casa! Ma, non fuggii. Lì in ginocchio... di fronte a quel mucchio di stracci e sporcizia, la mia fede vedeva attraverso quella porticina tarlata un Gesù così silenzioso, così paziente, così buono, che mi guardava. Sì, sembrava che dopo aver percorso con il suo sguardo quel deserto d'anime, fissava il suo sguardo, triste e supplichevole, che mi diceva tanto e mi chiedeva di più. Uno sguardo in cui si riflettevano una grande voglia di amare e un'angoscia infinita anche per non trovare chi voleva essere amato. Uno sguardo dove si rifletteva tutta la tristezza del Vangelo: la tristezza di quel 'non c'era posto per loro a Betlemme', la tristezza delle sue parole: 'Anche voi volete lasciarmi?', la tristezza del tradimento di Giuda, del rinnegamento di Pietro, dello schiaffo del soldato, dell'abbandono di tutti... Uno sguardo che mi è penetrato nell'anima e che non ho dimenticato mai".

Tabernacolo (Palomares del Río, Siviglia)

Lasciamo risuonare dentro di noi queste parole: "Lì in ginocchio... la mia fede vedeva... un Gesù così silenzioso, così paziente, così buono, che mi guardava... che mi diceva tanto e mi chiedeva di più".

Chiediamo al Signore la grazia di approfondire nella presenza viva di Gesù nell'Eucaristia, perché anche noi possiamo dare una risposta d'amore all'amore di Gesù che si dona per noi.

martedì 14 giugno 2016

Cristo Eucaristia: Fonte, Centro e Culmine di Vita

L'Eucaristia è per vivere e per servire. È la nuova Pasqua e la Cena del Signore.
È l'alimento dell'uomo nuovo: Vino di Salvezza e Pane di Vita.
È sacrificio e presenza nascosta, sacramento, viatico e pegno di vita eterna.


"Guardo Gesù nell'Eucaristia come un sole che irradia luce, calore e vita intorno a sé. Come una sorgente di acqua che scorre in molte direzioni. Come un giardino delizioso che sparge gli aromi più squisiti... Sì, io credo in Gesù. Mi fido della sua Parola, della sua potenza e del suo amore".

"Orientare la nostra attività affinché
il Vangelo vivo sia conosciuto,
il Pane vivo sia mangiato,
la Manna nascosta sia gustata,
il Dio del Tabernacolo sia riverito,
la Providenza che in esso vive sia tenuta in conto,
e il Modello vivo che si mostra in esso sia copiato"
Beato Manuel González

venerdì 10 giugno 2016

Vescovo Manuel González: Pastore, Comunicatore e Fondatore di Opere Eucaristiche

Beato Manuel González:
L'incontro con Gesù Eucaristia "abbandonato", trasforma la sua vita.
"Lì, in quel Tabernacolo, scoprii un Gesù così paziente, così buono, che mi guardava..."

Scopre una "vocazione nuova": dedicare la sua vita e la sua azione pastorale per vivere ed annunciare l'amore di Cristo nell'Eucaristia. Maria Immacolata è la sua Maestra e Modello.

* Pastore e formatore dei sacerdoti
Vangelo, Eucaristia e Sacerdozio: "Tre cose che in realtà non sono che solo questo: il Verbo fatto Vangelo ed Eucaristia parlando, andando ed operando per mezzo del sacerdote" (Beato Manuel González)

* Comunicatore fecondo
Nei suoi scritti riflette: esperienza di Dio, trasparenza di stile, originalità sorprendente.
"Tre erano i libri che conosceva a memoria: il Tabernacolo, il Vangelo e le anime. E quando scriveva su questi argomenti era come se la penna volasse sopra i fogli e le righe si stringevano con le sue lettere piccoline che, per l'agile scrittura, perdevano la curvatura dei segni ed erano quasi tutte grafíe veloci, come frecce che scappano tutte alla volta dallo stesso arco" (José Campos Giles)

*Fondatore di Opere Eucaristiche
Sorsero come espressione del suo amore a Gesù Eucaristia e dal desiderio che fosse conosciuto e amato da tutti.
- Marie del Tabernacolo e Discepoli di San Giovanni (1910 - laici)
- Missionari Eucaristici Diocesani (1918 - sacerdoti)
- Missionarie Eucaristiche di Nazaret (1921 - religiose)
- Missionarie Eucaristiche Secolari di Nazaret (1933 - consacrate laiche)
- RIE - Riparazione Infantile Eucaristica (1934 - fanciulli)
- GER - Gioventù Eucaristica Riparatrice (1939 - giovani)

Queste fondazioni si integrano nella Famiglia Eucaristica Riparatrice.


sabato 21 maggio 2016

Come ti ringrazio Gesù...

"Come ti ringrazio Gesù, che tra tutte le impressioni della mia vita tu hai voluto che la dominante e quasi esclusiva sia quella prodotta dall'abbandono del Tabernacolo! Come ti ringrazio che mi abbia chiamato a sentire e predicare il Tabernacolo abbandonato!" (Beato Manuel González)


Pensieri del Beato Manuel González:

Credere e vivere il mistero eucaristico
"Se noi ci avvicinassimo all'Eucaristia con fede viva, come ci sommergeremmo in quel mare di luce, di amore, di vita che scaturisce dal Cuore di Gesù!"

Conoscere ed amare il Cuore di Gesù
"In ogni pagina del Vangelo palpita il Cuore di Gesù. Il Vangelo è la coniugazione dei due grandi verbi del cuore: amare e darsi."

Avere Maria per Madre
"Non trascurare di fomentare nella tua anima la devozione filiale e fiduciosa a Maria. Questa devozione ha la virtù di rendere facile il cammino verso la santità."

Sapere confidare
"Cuore di Gesù, mi fido di Te perchè tu puoi tutto, mi conosci del tutto e mi vuoi nonostante tutto."

Sapere pregare
"La preghiera! La chiave d'oro che apre completamente il Cuore di Gesù! Pregare è parlare a Dio con il cuore."

Essere apostolo
"Aspirazione di anime grandi, generose, eroiche! Essere apostolo! Stare sempre facendo qualcosa con la parola o con l'intenzione affinché Gesù sia un po' più conosciuto, amato, servito, imitato e glorificato."

Amare gli altri
"Il modello del mio amore ai miei fratelli è l'amore con il quale mi ama Gesù."

Essere allegro
"Voglio essere un'anima che costantemente canti: Servire al Signore con allegria."

lunedì 9 maggio 2016

Pensieri sacerdotali

Il cuore sacerdotale del Beato Manuel González parla attraverso i suoi scritti…

“Molte volte benedico il Signore che s’è degnato di donare alla mia anima una fede tanto viva e una confidenza tanto cieca e senza limiti nel suo potere, o meglio, nella sua onnipotenza in queste tre cose: Il Vangelo, l’Eucaristia e il Sacerdozio.
Tre cose che in realtà non sono altro che questo: Il Verbo fatto Vangelo ed Eucaristia che parla, cammina ed opera per mezzo del sacerdote”

“Quante volte la presenza del sacerdote nel suo confessionale solitario, anche senza penitenti, ha tratto peccatori ostinati al bacio di Gesù!”

“Come debe gioire il cuore del sacerdote a vivere soltanto per donare Gesù e donarsi con Lui alle anime!”

“Che cos’`e un sacerdote-ostia? Un sacerdote che ogni giorno offre in onore di Dio Padre Gesù immolato, e si offre immolato con Lui, e che dona quanto ha e si dona quanto è alle anime, senza nulla aspettarsi per questo”


“Un sacerdote-ostia è un vivo ritratto dell’Ostia della Messa e della Comunione, dentro e fuori. Sa soffrire ingiustizie senza lamentarsi. Sa riempire di lavoro tutte le ore delle sue giornate senza giungere a dire: non ne posso più, fino a pochi momento prima di spirare. Sa seminare molto, senza rattristarsi perchè il raccolto è scarso o nullo”

“Tutta l’azione del sacerdote è racchiusa nei tre ultimi misteri gaudiosi del Rosario, cioè: Dare Gesù alle anime e darsi con Lui. Offrire Gesù e offrirsi con Lui a Dio nel sacrificio. Far ricuperare alle anime Gesù smarrito e riparare dinanzi a Dio per le anime che smarriscono e non incontrano Gesù”

“Il sacerdote e il Tabernacolo! Dio mio, quanto ci fa dire e pensare e amare e ringraziare e struggersi di amore lùnione di queste due parole! Senza sacerdote non c’è Tabernacolo”