venerdì 1 maggio 2020

Inizia l'anno giubilare delle Missionarie Eucaristiche di Nazaret


In occasione del primo centenario della fondazione (3 maggio 1921, Málaga, Spagna), le Missionarie Eucaristiche di Nazaret, celebrano domenica 3 maggio 2020 l’apertura dell’anno giubilare in tutte le loro comunità sparse per il mondo: Spagna, Portogallo, Italia, Messico, Cuba, Venezuela, Ecuador, Perú e Argentina.

«Nate per eucaristizzare» è il motto scelto per vivere questo tempo di grazia, che ricalca l’espressione primitiva della missione, la quale costituisce l’origine di questo Istituto Religioso nella Chiesa. Il neologismo «Eucaristizzare», forgiato da san Manuel González, ha proprio il significato di «avvicinare tutti al Cuore di Cristo nell’Eucaristia, un cuore che palpita per essi, perché vivano la vita che da Lui scaturisce».

Consapevoli che l’attuale pandemia, impedisce ai fedeli di partecipare attivamente e con la loro presenza alle celebrazioni religiose, le comunità, lungi dal perdersi nello sconforto, rinvigoriscono il fervore che accompagna la loro missione trasformandosi in case dalle porte spiritualmente aperte, per accogliere tutti nell’abbraccio di Gesù Eucaristia.

Con l’inizio dell’anno giubilare ecco che risuonano le parole di San Giovanni Paolo II: «Voi non avete solo una gloriosa storia da ricordare e da raccontare, ma una grande storia da costruire» (VC 110), nella missione − affidata dal fondatore, San Manuel González, e condivisa con la grande Famiglia Eucaristica Riparatrice − di «eucaristizzare» il mondo perché «non vi sia Eucaristia senza uomini ne uomini senza Eucaristia».

mercoledì 22 aprile 2020

Preghiera a San Manuel González


 Signore Gesù Cristo, ti rendiamo grazie perché in San Manuel González si è fatto vita il tuo Mistero Eucaristico, attraverso una fede luminosa, una carità intensa e una speranza piena.
 
   Per la sua intercessione effondi in noi il desiderio ardente di eucaristizzare, perché tutta l'umanità accolga la Luce e la Vita che scaturisce dal tuo Cuore e, in unione alla nostra Madre Immacolata, siamo nel mondo testimoni di un amore riparatore.
 
   Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo e sei Dio nei secoli dei secoli. Amen.

giovedì 9 aprile 2020

Qual'è l'amore più grande?



Gesù stesso ha definito l'amore più grande fra gli uomini quello di colui che dà la vita per i propri amici. L'Eucaristia è un amore ancora più grande, infinitamente superiore al maggior amore che possa riscontrarsi fra gli uomini.
Eucaristia è dare la vita per gli amici e per i nemici, non una volta soltanto ma senza alcuna limitazione.
Gesù, Maestro mio, mi consenti di ampliare la definizione che ci dai dell'amore più grande?
Tu dicesti:"Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici... se non è colui che ha inventato l'Eucaristia per darla tutti i giorni e a tutte le ore per i suoi nemici fino alla fine dei secoli!".
Questo sì che è l'amore più grande che tocca la pazzia!
San Manuel González

lunedì 7 ottobre 2019

Seguimi! (Mt 9,9)


Varie volte Gesù ripeté nel Vangelo le parole «Alzati» e «Cammina»; quest’altra, «Seguimi», rarissimamente. Perché? Forse perché è la parola della intimità. Anime che aspirate a questa dolce e misteriosa intimità, vi invito ad assaporarne bene il profondo significato.
Il suo significato
«Seguimi», detto ad un’anima da Gesù che sa, può e vuole quanto dice, equivale a dire: «Anima, conosco perfettamente il tuo passato, il tuo presente e il tuo avvenire, nutro tanta fiducia nel tuo amore, mi trovo talmente a mio agio accanto a te, ho tanto bisogno di te per la mia gloria e tu di me per la tua felicità, che non voglio vivere senza di te, né posso rischiare di dirti “Vai” ci rivedremo in seguito, ma voglio che tu stia con me ad ogni istante del giorno e della notte».
Per questo motivo il Maestro usava ripetere quella parola dopo aver illuminato con quel suo sguardo tenero e penetrante coloro che sceglieva ed elevava al ruolo dolcissimo di suoi intimi amici e, per farne sottolineare meglio il valore, la faceva precedere da queste altre: «Se vuoi essere perfetto».
La sua storia
Certo: è una parola che ha una sua precisa storia, e quale storia! Nel Vangelo il «Seguimi» è la parola con cui Gesù chiamò al suo seguito gli apostoli e le pie donne, gli amici suoi più intimi; nel tabernacolo, da dove continua a ripeterla, è la parola creatrice delle grandi abnegazioni e delle eroiche rinunce al mondo e a se stessi. Quel «Seguimi» detto sottovoce da Gesù nella comunione al termine degli Esercizi spirituali, quali trasformazioni radicali, che notevoli vittorie, che dolorose immolazioni ha operato nelle anime che ebbero la fortuna di sentirselo dire!
Sì, sì, discepole delle prime Marie; informatevi alle grate e alle ruote dei monasteri, nelle camerate degli ospedali e degli asili, nelle soffitte, sui campi di battaglia e ovunque dimorino o svolgano il loro apostolato preziose esistenze consacrate all’amore dell’Amato, informatevi sulla storia di quella parola e conoscerete storie ricche d’amore e di eroismo, estremamente varie e incantevoli. Ma c’è proprio bisogno di andare in giro per trovarne? Senza uscire dalla vostra cerchia, forse ne conoscerete di molto interessanti.
Anime eucaristiche che della vostra esistenza con tutto ciò che la riempie, avete fatto come un gemito prolungato di compassione sull’abbandono del tabernacolo, quale voce attrasse i vostri occhi, i vostri piedi, le vostre mani, la vostra bocca, le vostre lacrime e tutto il vostro amore? Quale forza riuscì a trasformare la vostra vita da frivola in saggia, da inutile in feconda, da oziosa e tiepida in attiva e fervente? Quale segreta forza ha avuto il potere di rendervi tanto somiglianti alle sante Marie e al discepolo Giovanni?
Ricordate quel foglietto, quella pagina aperta a caso, quella comunione, la visita a quel tabernacolo, quella parola…? Ve ne ricordate? All’inizio della vostra vocazione non vi fu, per caso, quell’affettuoso «Seguimi», la parola della intimità rivolta a voi dal migliore degli amici?
Anime eucaristiche, quale fortuna la vostra! Nei vostri momenti di dubbio, di tentazione, di incertezza, di pusillanimità, di lotta tra il dovere e l’inerzia, di stanchezza, di scoramento, ricordatevi di quelle labbra che vi dissero: «Seguimi» e di quegli occhi che nel medesimo momento vi illuminavano con uno sguardo tenero e penetrante…
Badate bene che in quella parola, come non è delimitata la predilezione che vi dimostra, così non viene precisato per quanto tempo vi obbliga… «Seguimi» vi è stato detto; il Maestro vuol dire: ora e in seguito, oggi e domani, sulla terra e in cielo… «Seguimi sempre».
San Manuel González
("Tabernacolo: Vangelo vivo", Ediz. Cantagalli, 135-137)
«Seguimi» vi è stato detto; il Maestro vuol dire:
ora e in seguito, oggi e domani, sulla terra e in cielo…
«Seguimi 
sempre».


mercoledì 28 agosto 2019

Il mio primo Tabernacolo abbandonato


A San Manuel González rimase impresso nell’anima lo sguardo di Gesù Cristo nel tabernacolo. Non lo poté mai dimenticare. In questo breve video, HM Televisione – con materiale registrato da Siervos HM Films – coglie quello che palpitava nel cuore di questo santo e l’esperienza che lo fece diventare il «Vescovo dei Tabernacoli abbandonati». In effetti, Don Manuel dedicò la sua vita a prendersi cura delle necessità di Gesù Cristo nella «Sua vita di Tabernacolo» e a fare tutto il possibile per difenderLo dall’abbandono.

mercoledì 14 agosto 2019

Veglia dell'Assunta


Veglia di preghiera in preparazione alla solennità dell'Assunzione di Maria

PREGHIERA A MARIA

O Maria Assunta in Cielo, io lodo con te il Signore, 
lodo la sua misericordia che ti ha avvolta di bellezza 
e mi unisco agli angeli e ai santi per cantare il magnificat con te!
Guardami, sorridimi, indicami sempre il Cielo.
Tu che dal Cielo mi vieni vicino, proteggimi 
e liberami da tutto ciò che mi lega ancora 
e purificami da tutte le cose che non mi aiutano a salire. 
Tu che hai saputo cantare la più alta lode al Signore, 
insegnaci a riconoscerlo nostro Salvatore 
e ad affidarci a lui con l`umiltà delle creature, 
riempici di amore e di grazia, 
affinché possiamo cantare anche noi con te 
le meraviglie del Signore. E così sia!