domenica 30 dicembre 2018

Solennità di San Manuel González #Roma 2019


Celebrazione della solennità di San Manuel González
Venerdì 4 gennaio 2019

Ore 16:30 Adorazione eucaristica
Ore 17:30 Santa Messa

Via Bistagno 100, Montespaccato
Roma


domenica 23 dicembre 2018

Il Maestro è qui... e ti chiama

«Sta qui! Santa, deliziosa, estasiante parola che dice alla mia fede tutte le meraviglie della terra e tutti i miracoli del Vangelo; che dà alla mia speranza il possesso anticipato di tutte le promesse e che pone fremiti di gaudio divino nell’amore dell’anima mia.
Sappiate che il forte, il grande, il magnifico, il soave, il vincitore, il buonissimo Cuore di Gesù sta qui nell’Eucaristia!»  (San Manuel González)

In silenzio, guarda Gesù…
Vieni, lasciati attrarre dal Maestro!
Egli è qui e ti chiama! (cf. Gv 11,28)… restate in silenzio e adorate il vostro Signore, il nostro Maestro e Signore Gesù Cristo...


«Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto» (Gv 1,11)
«Colui che era il Signore si rese pellegrino dell’Amore e cominciò a bussare alla porta di ogni casa su questa terra...
Che pena, Dio mio, che dopo quel delizioso: “Venne tra i suoi” l’evangelista abbia dovuto aggiungere il triste, desolante: “Ma i suoi non l’hanno accolto!”.
Pellegrino dell’Amore: almeno noi che ti abbiamo conosciuto, almeno noi, spalanchiamo la porta perché tu possa entrare? (...)
Madre Immacolata, aiuta con la tua protezione e il tuo sostegno a forgiare una chiave di durissimo acciaio, fatto cioè di lealtà e fedeltà. Che sia solo Gesù ad aprire e a chiudere questo mio cuore».

San Manuel González

Nuova sede delle Missionarie Eucaristiche di Nazaret a Roma

La comunità delle Missionarie Eucaristiche di Nazaret 
è lieta di comunicare l’indirizzo della nuova sede:


Via Bistagno, 100 – 00166 Roma
Tel. 06.45550396
e-mail: miseuc.roma@gmail.com

giovedì 29 marzo 2018

Qual’è l’amore più grande?

Gesù stesso ha definito l’amore più grande fra gli uomini quello di colui che dà la vita per i propri amici. L’Eucaristia è un amore ancora più grande, infinitamente superiore al maggior amore che possa riscontrarsi fra gli uomini.
Eucaristia è dare la vita per gli amici e per i nemici, non una volta soltanto ma senza alcuna limitazione.
Gesù, Maestro mio, mi consenti di ampliare la definizione che ci dai dell’amore più grande?
Tu dicesti: “Nessuno ha un amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici… se non è colui che ha inventato l’Eucaristia per darla tutti i giorni e tutte le ore per i suoi nemici fino alla fine dei secoli!”.
Questo sì che è l’amore più grande che tocca la pazzia!


Non sarebbe giusto, piuttosto, che se “l’amore con amore si paga”, il supremo amore del Cristo venisse ricambiato dal supremo amore del cristiano? Con un amore cioè che si spinga fino al sacrificio e duri l’intera vita? Se l’amore del mio Gesù per me è amore di ostia, io, per Gesù, devo essere ostia d’amore.
Se Gesù è la mia ostia di tutti i giorni e di ciascuna ora del giorno, non dovrò io aspirare ed impegnarmi ad essere ostia per lui, ora per ora e giorno dopo giorno?

San Manuel González


domenica 4 marzo 2018

1910 – 4 marzo – 2018

108° anniversario della fondazione della Famiglia Eucaristica Riparatrice

    Era il 4 marzo 1910, primo venerdì del mese, quando, a Huelva (Spagna), nacque l’Opera delle tre Marie e dei discepoli di San Giovanni per i tabernacoli-calvari, oggi conosciuta come Unione eucaristica riparatrice. San Manuel González, in quel occassione, rese partecipe a un gruppo della sua parrocchia di San Pietro la sua esperienza carismatica.

    Un verbo esprime la sua missione: eucaristizzare. Si tratta di avvicinare tutti all’Eucaristia e metterli dentro al Cuore di Gesù che palpita per essi, perché vivano la vita che da Lui scaturisce. Sono inviati ad annunciare «ciò che l’amore non può tenere per sè».

    Come? Ce lo spiega San Manuel González: «Predicandogli il Vangelo vivo dell’Eucaristia, e predicandolo con tal nudità di pretese oratorie, con tal vivezza di fede, con tal persuasione di parola e conformità di vita alla parola, che all’eco della nostra predicazione giunga il popolo quasi a udire e vedere e percepire Gesù fino alle sue naturali simpatie nell’Ostia consacrata». 

lunedì 5 febbraio 2018

La preghiera!

   La preghiera! La chiave d’oro che spalanca il Cuore di Gesù! La luce divina che dissipa tutte le tenebre e illumina tutti i misteri! Il balsamo che guarisce le ferite dell’anima, risana i corpi e profuma la vita! Il segreto della pace e della gioia fra le pene più acerbe, la ricetta della più alta santità!
   Pregare! C’è qualcosa di più gustoso, consolatore, riparatore ed efficace dell’azione significata da questo verbo? Si rendono conto i cristiani e perfino le persone pie del valore attivo di questo verbo? Quando si persuaderanno che i verbi predicare, dare, insegnare, sacrificarsi, andare, attrarre, perseverare, redimere, non hanno maggior virtù attiva di quella che loro dona la propria azione di pregare?
   Pregare è parlare a Dio con il cuore e, pertanto, è cosa sommamente facile e alla portata di tutti, dotti e ignoranti, grandi e piccoli, buoni e cattivi, poiché tutti hanno bocca e cuore.
   Orazione è la fede e la confidenza che pongono in comunicazione e in stato di guarigione la grande miseria umana con la grande misericordia divina.
   In questo consiste tutta l’orazione: la miseria in ginocchio, con le mani elevate e la bocca aperta, innanzi alla misericordia onnipotente del Cuore di Dio.
   Questo è, nella sua essenza, l’orazione del santo più contemplativo come del cristiano più volgare e interessato.
San Manuel González


giovedì 1 febbraio 2018

L’abbandono del Tabernacolo!

   Dio mio, come ti ringrazio che fra tutte le impressioni della mia vita di sacerdote e di parroco, la dominante, la quasi esclusiva, abbia voluto che sia quella prodotta dall’abbandono del Tabernacolo!
   Come devo ringraziarti, Cuore del mio Gesù, per avermi chiamato a vedere, a sentire e predicare il Tabernacolo abbandonato!
   Grazia tua è stata, Signore, e molto grande, quella di avermi come confitto i miei occhi, la mia bocca, la mia mano, la mia penna e la mia anima in questo abbandono, a piangere il quale non ci sono sufficienti lacrime nel mondo.

San Manuel González

Ti ringrazio, o mio Signore!